Cerca e trova immobili
Ticino
I comuni fanno a pezzi la riforma fiscale: 'Si faccia marcia indietro'
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
L''associazione dei Comuni ticinesi e le città scrivono alla Commissione della gestione, chiedendo di rivedere le loro proposte. "Si ripercuotono sulle finanze e sui bilanci degli enti locali".

La riforma fiscale non piace ai Comuni. Lo hanno scritto nero su bianco in una lettera inviata nelle scorse ore ai commissari della Gestione, che proprio domani dovrebbero firmare il rapporto. Una missiva, di cui riferiscono La Regione e la Rsi, firmata dall'associazione dei Comuni ticinesi (ACT), assieme ai Municipi di Bellinzona, Mendrisio, Chiasso, Lugano e Locarno.

Ripercussioni dirette e immediate sui Comuni

Nella lettera vengono mosse forti critiche verso l'operato della commissione stessa, che viene invitata a "voler soprassedere a ulteriori interventi" o se del caso coinvolgere i comuni "prima di intraprendere eventuali iniziative che si ripercuotono direttamente e immediatamente sulle finanze e sui bilanci degli enti locali e di riflesso sui cittadini". A preoccupare è soprattutto il taglio lineare dell'aliquota dell'imposta sul reddito dell'1,66%. "Tale soluzione avrebbe ripercussioni dirette ed immediate sulle finanze dei comuni ticinesi, indipendentemente dal loro substrato fiscale, e per importi tutt'altro che marginali", scrivono i comuni, che deplorano inoltre il fatto di non essere stati coinvolti. "Dobbiamo comunicarvi la nostra assoluta contrarietà a questo modo di procedere che, senza alcun tipo di discussione, consultazione ed eventualmente negoziazione si abbatte sui conti comunali".

Una riforma stravolta

I comuni accusano inoltre i commissari di aver stravolto la proposta iniziale del Consiglio di stato. "I nuovi elementi aggiunti sono tali da stravolgere sostanzialmente l'incidenza per molti comuni e, di riflesso, la valutazione che forzatamente ne scaturisce". La proposta commissionale, aggiungono, "cambia il tipo di riforma: si passa da un intervento limitato di fatto agli alti redditi applicato su due anni a un taglio lineare immediato per tutti e una riduzione per i redditi più alti spalmata su parecchi anni".

Alla riduzione generale delle aliquote, continua la lettera, “si aggiungerebbe poi la già prevista diminuzione dell’aliquota massima, ora però in forma progressiva che con, dal nostro punto di vista, scarsa trasparenza avrà l’effetto di dissimulare agli occhi del Paese la causa dei minori introiti che andranno a sommarsi sul medio termine per le finanze comunali. A ciò si aggiunge l’effetto negativo che il taglio delle aliquote avrà anche sull’Imposta alla fonte, elemento fiscalmente rilevante per i Centri urbani”.

Un risanamento delle finanze cantonali a spese dei Comuni

Infine i comuni e centri urbani esprimono la loro perplessità sul risanamento delle finanze cantonali che sembra venga fatto a spese dei comuni. "È doveroso constatare come l'impatto per il Cantone – nel contesto del ritorno al 100% del moltiplicatore cantonale – risulterebbe invece essere addirittura positivo nei primi anni. Non nascondiamo l'impressione di un transitorio risanamento delle finanze cantonali effettuato a spese dei Comuni".