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Radiotelevisione
Riduzione canone, Timbal: "Abbiamo già delle misure di risparmio pronte"
Filippo Suessli
2 anni fa
Il Consiglio federale propone di ridurre gradualmente il canone radiotelevisivo a 300 franchi entro il 2029. Questa è la controproposta all'iniziativa popolare che chiedeva di abbassarlo a 200 franchi l'anno, bocciata oggi. Dopo la conferenza stampa del Governo, a prendere la parola davanti ai microfoni di Ticinonews è il direttore della RSI.

Dopo la tempestiva reazione dei sindacati e delle associazioni dei media, Ticinonews ha interpellato il direttore della RSI, Mario Timbal.

Come accoglie la decisione del Consiglio federale di voler ridurre il canone a 300 franchi?
"Per prima cosa salutiamo positivamente il rifiuto dell'iniziativa 200 franchi bastano. Prendiamo nota della decisione presa di ridurre il canone a 300 franchi, l'apertura del Governo ad una concessione del rincaro e del prolungamento della concessione fino al 2028".

Quanto peserà la decisione del Governo?
"È chiaro che un taglio superiore al 15% avrà un impatto sia sull'offerta sia sull'occupazione nella Svizzera italiana".

La SSR ha comunque già annunciato risparmi a partire dal 2025. È così?
"Non abbiamo ancora delle certezze su quanto verrà corrisposto dalla Confederazione per il rincaro. Al momento siamo confrontati con un calo degli introiti pubblicitari e quindi abbiamo già delle misure di risparmio pronte che verranno analizzate sulla scorta dei nuovi dati e, infine, tradotte in pratica".

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