
L’Mps torna alla carica con un’interpellanza depositata oggi al Municipio di Bellinzona. I tre firmatari, Giuseppe Sergi, Angelica Lepori e Matteo Pronzini criticano infatti le affermazioni tenute dal sindaco della capitale ticinese Mario Branda per cui i cittadini hanno troppe possibilità di ricorsi.
Diritti democratici
Delle affermazioni che non sono piaciute all’Mps perché “di fatto vorrebbero limitare i diritti partecipativi da parte della popolazione”, un risultato “bizzarro e strano”. Inoltre, i firmatari chiedono spiegazioni in merito “all’accanimento del Municipio di Bellinzona contro la libertà di stampa e contro due giornaliste RSI per i servizi giornalistici sui decessi nella CPA di Sementina nella primavera 2020”. Il Municipio aveva infatti presentato un ricorso contro due servizi dell’azienda di servizio pubblico perché sosteneva che i fatti erano stati presentati in maniera “parziale e tendenziosa”. Il Tribunale federale ha invece respinto il ricorso.
Intimidazioni alla libertà di stampa
Secondo l’Mps il ricorso è stato voluto unicamente per intimorire la RSI e più in generale la stampa sul tema dei decessi nella CPA di Sementina, “per impedire alla popolazione d’essere messa a conoscenza delle responsabilità dei tre dirigenti (direttore amministrativo Morisoli, direttrice amministrativa Mosconi, capo cure Abbondanza)”.
Le domande
Alla luce di queste informazioni, i tre firmatari pongono alcune domande. Chiedono infatti chi, tra il personale, è responsabile del reclamo e dei due ricorsi effettuati presso il mediatore RSI, l’autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva e il Tribunale federale. L’Mps si domanda inoltre se il Municipio ha discusso e approvato la decisione di inoltrare il reclamo e i ricorsi, così come se le persone che si sono occupate della gestione dei ricorsi hanno informato il Municipio del rischio di non disporre della legittimità per inoltrare il ricorso. Infine, Sergi, Lepori e Pronzini chiedono a quanto è ammontato il costo per il comune.

