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Ticino
Restrizioni di viaggio, conseguenze per i ticinesi?
Foto Shutterstock
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Redazione
5 anni fa
Italia e Germania hanno annunciato nuovi controlli e restrizioni per il periodo pasquale, sempre più segnato dall’incertezza per chi parte. Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan, ci spiega che conseguenze possono esserci per i clienti

Oggi Germania e Italia hanno annunciato nuove restrizioni al traffico passeggeri durante le vacanze di Pasqua. Mentre il nostro vicino del nord si prepara a rafforzare le frontiere terrestri, il Belpaese prevede (per chi proviene o rientra dai Paesi UE) un tampone in partenza seguito da quarantena di 5 giorni con un ulteriore tampone alla fine della quarantena. Questo quando il Paese sarà già in zona rossa dal 3 al 5 aprile. Teleticino ha intervistato Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan ticino, per sapere come le agenzie di viaggio cercano di venire incontro ai clienti in questo periodo di continui cambiamenti e instabilità normativa.

Pacchetti con tampone incluso e attenzione alle norme che cambiano
“Noi abbiamo effettivamente delle destinazioni per le quali includiamo nel pacchetto la possibilità di fare un tampone in uscita”, spiega Nettuno, “Però è un ‘autotampone’ fondamentalmente, quindi la persona deve farsi il test di sua sponte e inviarlo a un test d’analisi, che poi invia il responso a domicilio. Il fatto che il tampone sia incluso non vuole dire però che sia offerto, infatti viene conteggiato nel pacchetto”. Non è però la sola misura, visto il continuo cambiamento delle condizioni di viaggio: “Oltre a questo”, spiega, “monitoriamo la situazione fintanto che il cliente parte, perché quello che vale oggi potrebbe non valere domani. Quindi seguiamo l’evoluzione della situazione anche in quei clienti che dovessero essere già partiti e che dovessero sottostare a nuove disposizioni per il suo rientro in Svizzera”.

Nuove restrizioni, problemi da Malpensa?
Come condizionano i viaggiatori svizzeri queste nuove restrizioni decise da Italia e Germania? “Sono direttive che valgono per i cittadini di entrambi i paesi o se si è diretti esplicitamente in quel paese. Il ticinese che prende l’aereo a Milano e che va in una destinazione aperta e permessa può godere chiaramente di questa finestra di transito per poter raggiungere l’aeroporto e partire”, spiega Nettuno, “anche se devo dire che cerchiamo di dirottare le scelte dei clienti verso Zurigo, come aeroporto di partenza. Anche perché si potrebbe creare quella situazione di conflitto dove l’Italia emana delle direttive che non vengono riconosciute dalla Svizzera e viceversa. Per esempio, se la Svizzera dovesse inserire un Paese tra quelli a rischio e il cliente parte da Milano, fin tanto che l’Italia non inserisce questo Paese nella sua lista il cliente è tenuto a partire o a sobbarcarsi completamente le spese di annullamento, perché il volo dall’Italia risulterebbe permesso”.

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