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Sanità
Regole più severe per gli ospedali ticinesi. “Si parla di vari requisiti”
Redazione
4 anni fa
Il nuovo Regolamento sulla qualità e la sicurezza delle strutture ospedaliere approvato dal Governo rende ancora più severi i requisiti da rispettare. Bianchi della Divisione Salute: “Un requisito fondamentale è quello di garantire la continuità dell’esercizio anche in caso di evento maggiore”.

Il via libera ad operare negli ospedali ticinesi passa anche dalla sicurezza del paziente. E a chiederlo, forte di 13mila firme, era stato nel 2017 un gruppo di medici convinto che pure un sistema valutato tra i migliori al mondo abbia margini di miglioramento. Requisiti che in effetti il nuovo Regolamento sulla qualità e la sicurezza delle strutture approvato dal Consiglio di Stato rende ancora più severi. “Si parla di requisiti di personale, di organizzazione, di struttura, edificio e apparecchiature”, spiega ai microfoni di Ticinonews il capo Divisione della Salute Paolo Bianchi. “Si impongono anche la designazione di un medico referente per ogni settore di attività in cui è attivo l’ospedale o la clinica e la designazione di un organo di responsabile della qualità, che possa anche gestire un sistema di notifica degli eventi avversi e le segnalazioni, nonché i reclami che giungono dal paziente”.

“Verrà istituita anche una commissione qualità”

Una premessa da parte del Cantone è d’obbligo: già oggi gli istituti, pubblici e privati, adempiono a criteri elevati. Migliorare però si può sempre, soprattutto laddove il rischio zero non esiste. In passato la cronaca ha raccontato i casi degli errori più eclatanti, alcuni sfociati anche nel penale. Sporadicamente, però, in corsia possono pure verificarsi cadute, infezioni. Giusto quindi perfezionarsi e vigilare, definendo nero su bianco gli obiettivi da perseguire. “Il regolamento definisce dei principi che poi dovranno ancora essere declinati, in particolare attraverso l’istituzione di una commissione qualità a livello cantonale. Si prevede anche l’obbligo di istituire un supporto di etica clinica”, aggiunge Bianchi.  

“Garantire la continuità dell’esercizio anche in caso di evento maggiore”

Bisognerà vedere come tutto ciò si tradurrà nella pratica. Il messaggio governativo aveva soddisfatto gli iniziativisti, scesi in campo ben prima che la pandemia mettesse a dura prova il sistema ospedaliero. Ma cosa ha insegnato quanto vissuto da marzo 2020? “Un altro requisito fondamentale è quello di garantire la continuità dell’esercizio dell’ospedale o della clinica anche in caso di evento maggiore”. Questo “era già immaginabile prima, ma si esprime in tutta la sua concretezza proprio dopo l’esperienza della pandemia, in cui abbiamo avuto una buona collaborazione, sia nella distribuzione dei pazienti sia nella messa a disposizione del personale da alcuni istituti meno implicati in prima linea verso ospedali o cliniche che invece accoglievano pazienti Covid”, conclude Bianchi. Gli ospedali ticinesi avranno due anni di tempo per adattarsi al nuovo regolamento.

 

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