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Tasse
Raccolta separata delle plastiche, “di quanto aumenterà la tassa base rifiuti?”
Immagine Dipartimento del territorio
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Redazione
4 anni fa
La granconsigliera Sara Imelli (Centro) chiede che le nuove misure sulla raccolta delle plastiche decise dal Consiglio di Stato non gravino sui cittadini e sulle aziende attraverso un aumento della tassa base rifiuti.

È notizia di ieri: il Dipartimento del territorio ha modificato il regolamento sulla gestione dei rifiuti. Da giugno 2023 ai Comuni verrà imposta la separazione e il riciclo di alcune categorie di plastiche. L’iniziativa, secondo la deputata centrista Sara Imelli, è assolutamente lodevole e va nella giusta direzione per un aumento del volume di materiali che possano entrare nella filiera del riciclaggio, ciò a benefico dell’ambiente e delle risorse prime a disposizione. Tuttavia, si legge in un’interrogazione inoltrata da Imelli al Consiglio di Stato, queste misure “non devono e non possono gravare sui cittadini e sulle aziende tramite un ulteriore aumento delle tasse base riscosse dai Comuni come forzatamente dovrà già avvenire”.

“Una tassa iniqua”

 In queste settimane, prosegue il testo, si moltiplicano i Comuni ticinesi che devono provvedere all’aumento delle tasse base, come imposto dal Regolamento sulla gestione finanziaria dei Comuni, per poter giungere al pareggio del capitolo sullo smaltimento dei rifiuti. La tassa base “è socialmente ed economicamente iniqua, perché colpisce in modo uguale i cittadini, indipendentemente dal loro reddito, e le aziende, indipendentemente dal loro fatturato”, mettendo “evidentemente in difficoltà le economie domestiche deboli e le imprese in crisi”. Non è questo il momento “per gravare su chi già soffre a causa dei forti rincari di beni di consumo, materie prime, energia e ipoteche”.

“Rischio di rinuncia ad alcuni progetti”

Comuni che già oggi fanno da apripista per progetti nell’ambito del riciclaggio e della separazione dei rifiuti si troveranno con nuovi costi aggiuntivi “e potrebbero essere tentati, per non gravare ulteriormente sulla cittadinanza, a rinunciare ad alcuni di questi progetti per liberare risorse finanziare”. Paradossalmente, anche Comuni ricchi e non bisognosi di nuove risorse da attingere alla cittadinanza “si troveranno obbligati ad aumentare le tasse base rifiuti”. Le risorse fiscali, infatti, “non possono andare a coprire il capitolo dello smaltimento dei rifiuti come invece avviene per tutti gli altri servizi che l’Ente pubblico rivolge a cittadini e aziende”.

Un riciclo assunto, in parte, dal Cantone?

La minor spesa per l’utenza, a seguito di una diminuzione del volume di rifiuti da inserire nei sacchi ufficiali, “non sarà equiparabile alla spesa da sostenere per gestire tutta la filiera della separazione delle plastiche riciclabili”.  Il riciclo di alcune categorie di plastiche, necessaria e utile come detto in introduzione, “potrebbe essere assunta direttamente dal Cantone tramite l’Acr e non demandata ai Comuni creando nuovi costi all’Ente Locale, ribaltati per legge su persone fisiche e persone giuridiche”.

Le domande rivolte al Consiglio di Stato:

Il Consiglio di Stato ha fatto un monitoraggio presso i Comuni per avere una mappa degli Enti Locali che non raggiungono già ora il pareggio dei conti nel capitolo dello smaltimento dei rifiuti e di quelli obbligati già ora ad aumentare la tassa base, e l’ammontare di questi aumenti?
Il Governo ha calcolato l’aumento medio della tassa base nei Comuni a causa dell’obbligo di separazione delle plastiche riciclabili da giugno 2023?
Il Consiglio di Stato ha valutato la presenza di ditte specializzate nel ramo per il recupero delle plastiche e stabilito un elenco accertato a disposizione dei Comuni? Governo ha valutato di demandare questo servizio all’Azienda cantonale dei Rifiuti?
Il Consiglio di stato giudica opportuna la tempistica della decisione, novembre 2023, soprattutto verso i Municipi che hanno già licenziato i preventivi 2023?

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