
Quasi 2'000 firme in meno di due settimane. È il risultato raggiunto al momento dalla petizione “Basta perdere tempo! Salviamo ora o mai più l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino”, promossa dal Gruppo Territorio Alpeggi e lanciata a inizio ottobre. “Ogni giorno riceviamo formulari firmati e ne inviamo di nuovi. C’è interesse e soprattutto impegno, con numerose persone che si mettono a disposizione per raccogliere le firme”, afferma Sem Genini, direttore dell’Unione Contadini Ticinesi. “Questa è la miglior prova di quanto il problema è percepito come profondo”.
"Una gestione che ha mostrato i suoi limiti"
"L’inefficacia delle modalità di gestione attuale del lupo ha mostrato tutti i suoi limiti e parzialità nel 2025, segnando un record negativo con più di 200 capi predati e 153 dispersi, con predazioni in prossimità di centri urbani di fondovalle e i primi alpeggi con produzione casearia scaricati anticipatamente, e che nei prossimi anni verranno abbandonati”, si deplora in una nota stampa. Un risultato “purtroppo prevedibile, poiché il 94% degli alpeggi ovini e caprini non è proteggibile di giorno, mentre quelli dove è possibile il recinto notturno sono meno di un quarto”.
"Si tratti il lupo per ciò che è"
In questi anni – si legge ancora – le autorità cantonali “hanno spesso dichiarato la propria impotenza di fronte a Berna, una giustificazione sovente smentita da quanto intraprendono gli altri Cantoni di anno in anno". Se il Ticino è in questa situazione drammatica, “qualche problema a livello operativo c’è di sicuro. È ora di dire basta e di esigere che il lupo venga trattato come quello che è: un predatore che sta proliferando e deve essere gestito e regolato in modo chiaro ed efficace, senza anteporne i suoi benefici per l’ambiente ad attività agricole e umane essenziali per la preservazione del nostro territorio". Il comunicato si conclude ricordando la dimostrazione di sabato a Bellinzona. "Sarà l’occasione per dare un volto alle persone che subiscono le conseguenze del lupo, a chi simpatizza con loro e a chi ritiene che si sta sacrificando troppo in nome di concetti astratti e in modo controproducente". La manifestazione comincerà alle 14.30 in Largo Elvezia di fronte all’UBS e terminerà davanti a Palazzo delle Orsoline.

