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Ticino
“Quali erano le motivazioni didattiche della presenza dell’esercito al CPT di Locarno?”
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Redazione
3 anni fa
I deputati comunisti Massimiliano Ay e Lea Ferrari interrogano il Governo sulla dimostrazione avvenuta ieri all'esterno della scuola. “Il DECS ne era al corrente?”

Nella giornata di ieri, tra le ore 8 e le 17, presso il Centro Professionale Tecnico (CPT) di Locarno, alcuni militari dell’esercito si sono posizionati davanti alla sede dell’istituto e hanno allestito una bancarella con gadget e armi. Stando a quanto si legge in un’interrogazione dei granconsiglieri Massimiliano Ay e Lea Ferrari (Partito Comunista), il giorno prima gli insegnanti sarebbero stati invitati ad approfittare di tale presenza per organizzare attività didattiche con le classi. Nel frattempo, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso posizione, denunciando quanto avvenuto come “l’ennesimo tentativo delle forze armate di interferire con i programmi scolastici”.

Le richieste

I due interroganti chiedono quindi al DECS se fosse al corrente di questa iniziativa, quando è stata organizzata e quali altre sedi scolastiche sono state (o saranno) oggetto di tale attenzione da parte delle forze armate. Non solo: i due deputati vogliono anche sapere quali fossero gli scopi didattici di questa presenza dell’esercito a scuola e in conformità a quale parte dei piani di studio impartito al CPT si inserisse l’offerta dell’esercito di incontrare le classi. Inoltre, l’attività era ritenuta utile da un punto di vista educativo, “a cosa è dovuto il corto preavviso con cui sono stati informati i docenti?”

Domande incentrate sugli studenti

Ay e Ferrari domandano poi al Governo quanti docenti del CPT abbiano effettivamente approfittato della presenza dell’esercito accompagnando le proprie classi a visitarne i mezzi e a incontrarne i funzionari, e con quali motivazioni didattiche abbiano giustificato la modifica della loro lezione. Durante le visite delle classi “agli ospiti in divisa è stato garantito il pluralismo di insegnamento? In che modo?” Inoltre, agli studenti delle classi coinvolte che avessero manifestato un’obiezione di coscienza "sarebbe stata garantita la libertà di non partecipare a tale visita?” Per concludere, viene chiesto al Consiglio di Stato se il CPT preveda ora di organizzate incontri simili anche, ad esempio, con enti attivi nell’ambito del Servizio Civile Sostitutivo.