
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso atto “con sconcerto” della visita da parte dell’esercito al Centro Professionale Tecnico (CPT) di Locarno. Nella giornata di oggi, stando alle segnalazioni di alcuni studenti dell’istituto, una decina di militari si sarebbero presentati all’esterno della scuola con tre veicoli e avrebbero allestito una bancarella con gadget e armi. Lo scopo? “Intercettare” studenti e studentesse per promuovere la scuola reclute. Un modus operandi che non è piaciuto al SISA. “Noi non siamo d’accordo”, ha detto a Ticinonews il coordinatore Filippo Beroggi. “La scuola è un luogo di pace. Inoltre, a differenza di quello dell’esercito, il budget per l’istruzione cala costantemente e consideriamo uno spreco utilizzare delle risorse per organizzare azioni di questo genere”.
“Troppo poco spazio concesso al servizio civile”
Un altro aspetto sottolineato dal SISA concerne la mancanza di spazio concesso alle alternative alla scuola reclute. “Avrebbero potuto dedicare una bancarella anche al servizio civile e un’altra alla protezione civile”, ha aggiunto Beroggi. Già durante la giornata informativa “il tempo concesso per presentare il servizio civile è poco, tanto che abbiamo deciso di aprire un nostro sportello per fornire maggiori informazioni a chi è interessato”.
Verrà coinvolto anche il DECS
Per intraprendere un’azione concreta, il SISA intende contattare la direttrice del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport, Marina Carobbio Guscetti, chiedendole di intervenire “per garantire l’indipendenza della scuola rispetto alle ingerenze militari”. La scuola “deve essere un luogo che promuova la pace e non la sede per la propaganda bellicista e nazionalista dell’esercito rossocrociato”. In conclusione, il Sindacato ribadisce la propria opposizione all’estensione dell’obbligo della giornata informativa e al servizio militare per le donne, proposta che negli ultimi anni si è insediata nel dibattito politico.
“Stop alla propaganda bellicista”
Voci contrarie a quanto avvenuto oggi al CPT di Locarno si sono levate anche dalla Gioventù Comunista (GC), secondo cui la dimostrazione “si inserisce nel contesto di un’offensiva propagandistica dei circoli militaristi, iniziata già qualche anno fa”. Già nel 2021 la GC aveva infatti espresso la propria preoccupazione in merito a quanto emerso dal gruppo di lavoro “Donne nell’esercito” presentato dal Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), che aveva affermato di voler aumentare la presa sui giovani nelle scuole organizzando attività in loco. Per la Gioventù Comunista la questione è chiara: “L’esercito se ne deve stare alla larga dalle scuole, luogo dove dovrebbe essere promosso il pensiero critico e non l’indottrinamento di stampo militarista”.
“Segnalare i casi di promozione spudorata”
La GC non tollera che nelle scuole venga promossa “la propaganda bellicista filo-NATO”, come già successo in occasione della guerra in Ucraina, e invita nuovamente gli studenti a segnalare (all’indirizzo [email protected]) “casi di propaganda spudorata o di intolleranza nei confronti di studenti con opinioni differenti da quelle della classe dominante”.

