
La vicenda del 31enne con precedenti penali che giovedì alla stazione di Winterthur si è scagliato contro dei passanti ferendo tre uomini è finita al centro di un’interpellanza inoltrata al Consiglio federale dal deputato leghista Lorenzo Quadri. «L’islamista turco, naturalizzato svizzero, autore dell’attentato, era noto già da un decennio ai servizi competenti come seguace dello Stato islamico, oltre che frequentatore della locale moschea An’Nur, chiusa dalle autorità poiché vi si predicava l’odio e la radicalizzazione», scrive il consigliere nazionale ticinese nel suo atto parlamentare, ricordando che per la città di Winterthur si tratta del quinto attentato terroristico di matrice islamista in 6 anni.
Le domande
Quadri chiede quindi al Governo per quale motivo, essendo da un decennio nota l’adesione dell’attentatore di Winterthur all’estremismo islamico, non è stata avviata subito la procedura per la revoca della cittadinanza svizzera con conseguente espulsione. Revoca ed espulsione, «verranno messe in atto ora, come chiesto da più parti?» Il deputato della Lega dei Ticinesi vuole anche sapere se «alla luce del crescente rischio di attentati di terrorismo islamico su territorio svizzero, è intenzione del Consiglio federale assumere una prassi più conseguente nell’ambito delle espulsioni, se del caso con revoca della cittadinanza elvetica».
Di seguito gli ulteriori interrogativi posti:

