
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) attacca il Consiglio federale dopo la decisione di sostenere la mozione della consigliera nazionale socialista Priska Seiler Graf, che propone di ritirare l’arma d’ordinanza ai soldati di milizia che non la utilizzano da oltre dieci anni nel tiro sportivo. Secondo Quadri, la misura – giustificata con l’argomento della prevenzione della violenza domestica – sarebbe in realtà un passo ulteriore della “tattica del salame” (una fetta alla volta) con cui la sinistra mira a smantellare l’esercito di milizia, proprio in un momento storico segnato da forti tensioni geopolitiche.
Le domande
Nell’interpellanza depositata a Berna, Quadri chiede al governo se intenda davvero porre sotto sospetto tutti i soldati di milizia e se abbia valutato i costi amministrativi della misura. Inoltre solleva la questione della criminalità straniera, accusando l’esecutivo di ignorare la sovra-rappresentazione di autori stranieri nei reati di violenza domestica. Infine mette in dubbio l’efficacia del provvedimento, osservando che chi vuole compiere atti violenti può ricorrere ad altri strumenti, ricordando come durante la guerra fredda, con oltre mezzo milione di armi d’ordinanza in circolazione, i casi di violenza domestica fossero inferiori a quelli odierni.

