
“Prendiamo atto della rinuncia di ATA e STAN a ricorrere presso il Tribunale amministrativo federale contro il progetto Tram-Treno, ma restiamo convinti che il progetto presenti gravi mancanze tecniche e pianificatorie, oltre a violare le leggi federali e cantonali”. Così l’Associazione Cittadini per il territorio del Luganese prende atto di quanto comunicato ieri dall’Associazione Traffico Ambiente e Società ticinese per la natura e il territorio. “La nostra posizione”, si legge nel comunicato, “è sempre stata quella di impegnarci per modificare questo progetto gravemente difettoso. Perché pensiamo che quando si critica un progetto, se possibile, si deve anche indicare quali alternative vorremmo siano considerate”.
“Le autorità hanno blindato un progetto sbagliato”
Nello scritto il dito viene puntato contro le autorità. “Purtroppo non è stato possibile stabilire un contatto con i responsabili del Dipartimento. Le autorità hanno sempre rifiutato di discutere con gli oppositori e hanno tirato dritto, blindando un progetto sbagliato, segnato da un condizionamento iniziale potente ma ingiustificato come l’aeroporto, oggi ormai declassato”.
Le conseguenze dello spostamento del tracciato
“Il tracciato del tram-treno”, continua l’Associazione Cittadini per il territorio del Luganese, “è stato spostato verso nord nel 2009 a seguito delle pressioni della Città di Lugano che, con il suo master plan, voleva potenziare l’aeroporto sia verso nord che verso sud”. Il percorso “non ha dunque potuto porre il portale della galleria nella posizione più logica, cioè in continuazione del tracciato attuale, ma ha dovuto spostarlo accanto alla Crespèra, ciò che ha determinato le deprecabili conseguenze che abbiamo messo in evidenza e che qui ribadiamo. Intanto il percorso ferroviario viene allungato sensibilmente, con conseguente aumento dei costi”.
I tre danni citati
- “Porta alle premesse per un possibile smantellamento della linea di collina, un’infrastruttura ferroviaria con grande valore storico e paesaggistico e con un’utilità pari a quella della nuova linea che si vuole costruire da Bioggio a Manno (quella, dal costo di oltre 100 mio CHF, questa, la linea di collina, già funzionale ed efficiente)”.
- “Deturpa gravemente il paesaggio del Piano del Vedeggio nell’area della sponda sinistra del fiume, zona molto sensibile a ogni intrusione e che tutti, per primo il Cantone, vogliono preservare da impatti costruttivi. Il Piano direttore cantonale e il PR di Lugano-Breganzona prescrivono di tenerla libera e chiedono di pianificare le infrastrutture al di fuori di essa”.
- “Intralcia la realizzazione del nuovo Polo insediativo di Cavezzolo (Bioggio), finalità definita dal Piano direttore cantonale e obiettivo primario del coordinamento tra i trasporti e gli insediamenti prescritto dalla legge federale sulla pianificazione del territorio, recentemente adottata. Il garbuglio di infrastrutture ferroviarie e stradali progettato a Cavezzolo spreca prezioso terreno e rende difficile realizzare quel quartiere centrale per servizi e commerci che Cantone e Comuni hanno pianificato”.
"È ancora possibile fare delle modifiche"
"L’approvazione dell’Ufficio federale dei trasporti e la rinuncia a un ricorso presso il Tribunale amministrativo federale non sanano i difetti citati", scrive l'Associazione, "ma se il Cantone lo vorrà, sarà ancore possibile rivedere la localizzazione dell’entrata della galleria a Bioggio. La salvaguardia della linea di collina, che porta i passeggeri direttamente in stazione a Lugano, resta in ogni caso un nostro obiettivo prioritario", viene infine sottolineato.

