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Iran
Proteste, "Gli iraniani possono abbattere questo regime da soli"
Redazione
2 ore fa
È la posizione di un attivista politico, residente in Ticino e membro del movimento per un Iran democratico e secolare. Ticinonews lo ha incontrato.

Le proteste continuano a scuotere l'Iran. Nonostante l'oscuramento del web da parte del regime, le informazioni che giungono dal paese parlano di una repressione violenta degli oppositori. Ticinonews ha incontrato due attivisti politici iraniani, residenti in Ticino e sostenitori di una transizione ad un Iran democratico e secolare.

La violenza

"Ho visto le immagini di una donna che aveva settant'anni, la sua bocca sanguinava. Diceva 'sono già morta, non me ne andrò da nessuna parte'". La scena che descrive Hossein Imaini, attivista politico del National Council of Resistance of Iran, rende la violenza che sta caratterizzando le proteste che agitano l'Iran. La violenza è in particolare quella della repressione del regime: "stanno usando delle sorte di laser, mitragliatrici, droni, ed elicotteri, stanno attaccando gli ospedali. Lanciano gas lacrimogeni negli ospedali, prendono morti e feriti e non si sa dove li portano", spiega Imaini. Secondo lo stesso, l'accanimento del regime sui suoi oppositori sarebbe facilitato dall'interruzione delle trasmissioni internet.

La speranza

La speranza di Hossein Imaini è quella di un cambio di regime, dopo un cinquantennio di repubblica islamica: "Le nostre speranze sono sempre per un Iran secolarizzato, democratico, denuclearizzato, senza nessun tipo di dittatore. Un governo che si possa cambiare se gli eventi lo richiedano. Non vogliamo uno yo-yo di dittature". Per quanto riguarda un possibile intervento Statunitense, Imaini ritiene che questo non sia necessario. In ogni caso, si vuole evitare che l'Iran ricada in nuovi conflitti militari. Le speranze sono condivise da sua moglie, Elham Sajedian, anch'essa attivista politica, che ha perso papà e zio a causa delle pene di morte del regime. Essere un'attivista in Iran sottopone le donne ad una doppia forma di pressione: "Tutte le donne in Iran vogliono solo essere libere. Nessuna donna vuole una dittatura in Iran. Le donne sono molto consapevoli, molto intelligenti. Vogliono una repubblica secolare, e non vogliono oppressione dal governo, qualunque esso sia". La sensazione costante è quella del pericolo: In quanto donna non mi sono mai sentita sicura, ho sempre avuto paura, molta paura, perché siamo oppresse dal governo e le sue leggi crudeli. Voglio che le donne possano vivere sicure e felici, in fondo".