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MINACCE IN AULA
Processo all'accoltellatrice della Manor, minacciato il difensore
Immagine  Cdt/Gabriele Putzu
Immagine Cdt/Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
Un sms minatorio è arrivato all'avvocato difensore della donna a processo per l'aggressione di Lugano: "Metteremo fine al tribunale".

"Se fossimo in te annulleremmo subito il mandato, se non fermano questo teatro metteremo fine al tribunale”. È minaccioso il tono di un messaggio di testo ricevuto dall’avvocato Daniele Iuliucci, difensore della 29enne a processo al Tribunale penale federale per ripetuto tentato assassinio e altri reati. La donna accoltellò due donne alla Manor di Lugano il 24 novembre 2020, lo fece inneggiando allo stato islamico.

Il messaggio all'avvocato

Poco prima delle dieci, il processo non era iniziato da nemmeno mezz’ora, sul telefono dell’avvocato difensore Daniele Iuliucci è arrivato un lungo messaggio, dal tono delirante, contenente svariate minacce, tra cui quella di “mettere fine al tribunale” e sull’utilizzo di esplosivi. Il messaggio contiene anche alcune farneticazioni che vanno da discorsi sulla massoneria, a un presunto agente del Mossad attivo in Ticino, per arrivare a presunti insabbiamenti dei “crimini dello Stato”. Lo scrivente, anonimo, ha minacciato anche l’avvocato, spiegandogli che se denuncerà lo scritto ricevuto ne pagherà le conseguenze. Nel testo, letto dalla giudice in aula, è anche scritto che l’imputata il 24 novembre 2020 è stata incaricata di agire con il coltello, ma potrebbe anche essere incaricata di agire con l’esplosivo. La presidente della Corte Fiorenza Bergomi preso atto delle minacce ha iniziato il processo, chiarendo anche che il contenuto del testo sarà segnalato alla Fedpol per le verifiche del caso.

Cappuccio e mascherina

Già prima di questo alcune tensioni sono emerse quando la presidente della Corte Fiorenza Bergomi ha chiesto all’imputata di togliere la mascherina e il cappuccio. La donna ha subito accettato di togliere la mascherina, mentre si è rifiutata di togliere il cappuccio, spiegando: “Sono musulmana, mi rifiuto”. Dopo due consultazioni con i propri avvocati e dopo che la giudice le ha spiegato che non si trattava di una richiesta su basi religiose, bensì delle regole dell’aula, la donna ha infine accettato di togliere il cappuccio in aula.