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Giudiziaria
Al via il processo all’accoltellatrice della Manor
©RescueMedia
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Redazione
4 anni fa
Accoltellò due persone alla Manor di Lugano. Una donna a processo con l'accusa di tentato assassinio. Si sospetta la matrice estremista.

Si apre questa mattina alle 09:30 presso il Tribunale penale federale di Bellinzona il processo contro la donna che nel novembre del 2020 accoltellò due persone alla Manor di Lugano. L’imputata dovrà rispondere delle accuse di tentato assassinio e violazione della Legge federale che vieta i gruppi di Al-Qaïda e Stato Islamico. La corte sarà presieduta dalla giudice Fiorenza Bergomi.

I fatti di quel giorno

Era il 24 novembre 2020 quando la donna -allora 28enne- salì al quinto piano della Manor di Lugano e, armata di coltello, aggredì due donne. La prima venne ferita in maniera seria al collo e al viso, la seconda riportò ferite lievi alla mano. Successe tutto in pieno pomeriggio, poco prima delle 14:00 e all’interno del negozio “c’era molta gente”, raccontarono alcuni clienti. L’autrice dell’aggressione fu subito fermata da una coppia di clienti e poi arrestata dalla Polizia cantonale, la quale lavorò in stretta collaborazione con la fedpol, la comunale di Lugano ed altre autorità competenti. “Ci sono elementi seri e fondanti che ci portano a non escludere la matrice terroristica”, disse ai microfoni di Teleticino il portavoce della polizia cantonale Renato Pizolli.

Le reazioni dei clienti del grande magazzino

Quel pomeriggio l’ultimo piano del grande magazzino di Piazza Dante fu chiuso per tutto il pomeriggio. I clienti dovettero abbandonare il negozio. “Una donna era a terra e urlava, era avvolta da sangue. Lì accanto, in piedi, l’altra non voleva lasciare il coltello che teneva in mano. Una commessa ha urlato e detto ai presenti di lasciare lo stabile”, raccontò a Teleticino una testimone.

Le altre accuse

La donna è anche accusata di aver infranto ripetutamente, tra il 2017 e il 2020, le prescrizioni cantonali sulla modalità dell’esercizio della prostituzione esercitando illecitamente l’attività a Lugano senza annunciarsi alla Polizia cantonale.