
Il presente non fa sconti, nemmeno alla birra e alle bevande in generale. Lo sa bene Gabriele Coduri, che incontriamo nella sua azienda distributrice di Novazzano. Da inizio anno praticamente tutte le bibite hanno subito un rincaro. Ora, anche i grandi marchi della birra si preparano ad annunciare aumenti generalizzati dei prezzi tra il 10 e il 17%. “Anche i gruppi che avevano deciso di mantenere il prezzo, adesso devono aumentare. Dal 1° ottobre una tranche di birrerie aumenterà il prezzo e una seconda parte di aumenti è attesa per dicembre. La causa maggiore della crescita dei prezzi è la materia prima (malto e luppolo), ma anche l'aumento del costo del vetro, dell’energia per i forni per fabbricarlo o per scaldare le bevande”.
Una concatenazione di fattori che riguarda in generale tutti gli anelli della catena, distributori inclusi: “Speriamo di chiudere i bilanci nel migliore modo possibile, però alcuni costi dovremo riversarli sul cliente", avverte Coduri. "Attualmente stiamo facendo il ricalcolo dei prezzi di tutti i prodotti e i ritocchi al rialzo saranno inevitabili”.
Le soluzioni
Per risparmiare energia, si ricorre quindi ad alcuni accorgimenti, come concentrare la produzione dei propri marchi. “Così facendo possiamo andare avanti, altrimenti, con il costo elevato della benzina che ci accompagna da sei mesi, l’aumento delle spese diventa insostenibile per noi”.
Da noi non manca la CO2
Tra tante incognite e difficoltà c’è però anche una buona notizia: contrariamente ad altre realtà della vicina Italia o di oltre Gottardo, in Ticino non c’è una mancanza di anidride carbonica. “Sicuramente il fornitore ci garantisce ancora per un anno la fornitura di CO2, quindi siamo tranquilli sotto questo aspetto”, conclude Coduri.

