
I Sindacati OCST, SIT e VPOD esprimono “profonda preoccupazione e contrarietà” in merito al preventivo 2026 presentato dal Consiglio di Stato. Il Governo cantonale “ha infatti confermato una politica di contenimento della spesa che imporrà sacrifici al settore pubblico, sociosanitario e socioeducativo”. Questo orientamento – scrivono i sindacati in un comunicato – “si tradurrà in ulteriori misure di risparmio a discapito della qualità dei servizi e delle condizioni di lavoro del personale. Occorre pertanto rimarcare che, alla luce dei crescenti bisogni e volumi di lavoro, ridurre le risorse significa compromettere seriamente la capacità del Cantone di assicurare cure, istruzione e sostegno alla cittadinanza”.
Le richieste
In occasione dell’incontro odierno con il Consiglio di Stato, i Sindacati hanno rivendicato: un aumento del finanziamento agli enti sociosanitari e socioeducativi, "al fine di migliorare le condizioni di lavoro e la qualità delle cure"; un incremento progressivo dei salari per i dipendenti pubblici, "volto a salvaguardare il potere d’acquisto e a recuperare il carovita perso negli ultimi anni"; la rinuncia alla non sostituzione del personale partente del 10%, "prevista in modo indiscriminato e cumulata nei prossimi 3 anni"; infine, si chiedono maggiori investimenti a sostegno della scuola pubblica.
"Serve un'inversione di rotta"
I sindacati ribadiscono che, perseverando su questa rotta, il rischio "è di vedere progressivamente smantellati i servizi pubblici e di minare il partenariato sociale. Non possiamo quindi accettare che a compiere dei sacrifici siano continuamente i lavoratori, gli utenti e i pazienti: occorre in definitiva un’inversione di rotta che, grazie ad appropriati finanziamenti, garantisca un futuro ai servizi pubblici del Cantone".

