
“Chi ha creato il disastro e non ne ha voluto sapere dei nostri rimedi, si tolga dai guai con le proprie idee e le proprie forze. Il nostro obiettivo è il risanamento delle finanze, non i tagliuzzamenti. Purtroppo, anche questa volta il disastro è servito e a pagarlo saranno i contribuenti di questo cantone, perché i debiti di oggi sono le imposte di domani”. È una presa di posizione decisa quella adottata dall’Udc Ticino in merito al preventivo 2025 approvato oggi dal Gran Consiglio. Un preventivo che, lo ricordiamo, presenta un deficit di poco più di 96 milioni. E secondo il partito democentrista, la responsabilità di ciò è di Governo e Parlamento. “Il Decreto Morisoli è stato approvato in aula nel 2021 – viene ricordato –. Da allora, Governo e Parlamento potevano e dovevano trovare il modo di frenare la spesa sull’arco di tre anni, senza giungere al punto di dover applicare tagli lineari o scoordinati all’ultimo momento”. In questi anni, “chi oggi invoca la responsabilità collettiva a sostegno dei conti disastrati, aveva tutto il tempo e i numeri per provare a frenare la spesa senza spaccare il Paese, senza favorire le discese in piazza e senza fornire gli assist per rivendicazioni ingiustificabili e fuori luogo tipiche di questi tempi”.
"Un peso per le future generazioni"
L’Udc Ticino sottolinea anche come la decisione di oggi avrà un impatto sulle future generazioni. “Vengono buttati sulle spalle di chi è appena nato e di chi oggi va a scuola, oltre 1'500 milioni di nuovi debiti". Debiti contratti "non per innovazioni, infrastrutture futuristiche, investimenti d’avanguardia o altro, bensì per coprire l’incapacità del Governo e del Parlamento di rispettare le leggi che vedono nell’economicità, nella parsimonia e nel pareggio i suoi punti cardine della buona gestione pubblica”.
"Continueremo a tentare di invertire la tendenza"
Ma il male, secondo i democentristi, è ben più grave. “Non si ammette e non si vuol seguire la pista che da molto tempo noi suggeriamo: le finanze si risanano solo pensando e lavorando sul medio termine, ovvero sulla tendenza di piano finanziario”. Per fare ciò “occorre però un’idea, un pensiero, un’alternativa al tirare a campare sperando negli utili della BNS o in qualche effetto straordinario esterno che come per magia risolva tutto. Noi continueremo a tentare di invertire una tendenza che, se non corretta al più presto, minerà il benessere individuale e la prosperità generale di questo cantone”.

