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Ticino
Preventivo 2024, sospeso il dibattito e slittata l'approvazione
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Per scrivere la parola fine sul dossier mancano ancora alcuni emendamenti e il voto sul complesso, che si terrà a oggi.

Il banco è stato vicinissimo a saltare. Ma per un soffio il contestato preventivo 2024 è sopravvissuto alle forche caudine del voto parlamentare. Almeno fino ad ora. Ieri sera, l’esercizio si è chiuso con 130,8 milioni di deficit. Ne sarebbero bastati 1,9 in più per far scattare il freno al disavanzo e segnare il destino del dossier. Ma per scrivere la parola fine mancano ancora alcuni emendamenti ed il voto sul complesso, che slitta a oggi. I due giorni di dibattito sono stati intensi e all’insegna della bagarre politica. Il colpo di scena più rilevante è stata la decisione di stralciare il contributo di solidarietà del 2% richiesto ai dipendenti pubblici con uno stipendio annuo superiore ai 60mila franchi. Una misura che pesava quasi 8 milioni di franchi. Merito degli emendamenti di Centro, PS e Verdi liberali, che sono riusciti ad avere la meglio grazie anche all’astensione di UDC. Infatti i democentristi, in aperta polemica con il resto del plenum, ad inizio pomeriggio avevano comunicato l’intenzione di astenersi su ognuno dei 77 emendamenti. E così è stato.

Nulla da fare per il carovita

Nulla da fare invece per la richiesta di concedere il ripristino di almeno l’1% di carovita agli impiegati dello Stato. La decisione sarebbe costata 15 milioni di franchi. Troppo secondo la maggioranza. Per quanto riguarda il capitolo dei sussidi di cassa malati, la decisione della maggioranza di stralciare il taglio da 16,5 milioni di franchi presa in commissione della Gestione è stata mantenuta anche dal plenum.

L'approvazione è rinviata a mercoledì

Infine a tarda serata, con molti mal di pancia e dopo un numero imprecisato di emendamenti, il Gran Consiglio ha sospeso il dibattito e rimandato a oggi l’approvazione di un preventivo che scontenta tutti e che di fatto mette una pietra tombale sul tanto evocato decreto Morisoli.