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Ticino
Preventivo 2024, stralciato il contributo di solidarietà del 2%
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Sono proseguite oggi in aula le discussioni sul Preventivo 2024. Tra i vari emendamenti presentati, è stato deciso di approvare quello che chiede di stralciare il contributo di solidarietà ai dipendenti pubblici.

Dopo la prima giornata di interventi in aula, il dibattito sul Preventivo 2024 è continuato durante la giornata odierna. Dopo le discussioni sui singoli Dipartimenti e l'approvazione delle conclusioni del rapporto di maggioranza, il plenum si è concentrato sulla discussione dei singoli emendamenti. Oltre 70 quelli presentati dai partiti al rapporto di maggioranza, con lo scopo di modificare la fragile intesa tra Lega, Centro e PLR in Commissione della gestione. E un particolare emendamento ha fatto traballare l'intesa, quello del contributo di solidarietà del 2% richiesto ai dipendenti pubblici con stipendi superiori ai 60mila franchi annui, che a sorpresa è stato stralciato dal Preventivo. Una misura che pesa 8 milioni, con il deficit che dovrebbe aggirarsi sui 130 milioni. Ma il dibattito è ancora in corso e potrebbero arrivare ulteriori modifiche. 

Stralciato il contributo di solidarietà del 2%

Il rapporto di maggioranza, ricordiamo, prevedeva di mantenerlo, ma la misura non piaceva al Centro nonostante avesse approvato l'intesa trovata in Gestione. Il partito aveva quindi presentato un emendamento per stralciare la misura, così come i Verdi liberali e il PS. Dopo intense discussioni, il plenum ha infine accettato di stralciare la proposta dal Preventivo con 45 voti favorevoli, 31 contrari e 12 astenuti.

Le motivazioni del Governo

Il direttore del DFE Christian Vitta ha difeso la misura, ricordando le motivazioni del Governo. “In Ticino il salario mediano è pari a 100mila franchi. Il contributo di solidarietà avrebbe un impatto del 0,8% per un salario annuo di 100mila franchi, pari a 800 franchi annui e circa 60 franchi su quello mensile. Il Governo ha proposto questo indirizzo dopo aver analizzato varie alternative. Si è preferita questa via piuttosto che il blocco degli scatti, che avrebbe penalizzato maggiormente i collaboratori in carriera e con salari più bassi. Una penalizzazione che sarebbe stata strutturale rispetto al contributo di solidarietà che è limitato nel tempo”.

Il battibecco PLR-Centro

È poi nato un battibecco tra il PLR e il Centro proprio a causa dell'intesa trovata in Gestione. "Così facendo il deficit aumenterà ancora, ma qui dentro sembra che per la stragrande maggioranza questo sia totalmente irrilevante”, ha sottolineato la capogruppo PLR Alessandra Gianella. “Pensate che a noi faccia piacere votare queste misure? Che siamo qui a giocare? Assolutamente no. Non è il modo di fare. Se ci si prende un impegno, lo si mantiene”. A replicare Maurizio Agustoni, capogruppo del Centro: "Posso capire qualsiasi considerazione, ma non ci si accusi di non aver agito in modo corretto. Le discussioni in Gestione sono state molto chiare: abbiamo chiesto fin da subito di togliere questo prelievo sullo stipendio dei dipendenti cantonali. Un gruppo di maggioranza, che non siamo noi e neanche la Lega, ha vincolato la sua firma al mantenimento di questa misura a carico dei dipendenti, proponendo di compensarla finanziariamente con la mancia di 500 franchi. Non si venga quindi a dire che siete per l'equilibrio finanziario e che noi siamo qui a giocare. Abbiamo firmato, dicendo che l'emendamento l'avremmo presentato”.

"Solidarietà verso chi?"

Avversato dalla sinistra, il contributo di solidarietà ha portato diverse migliaia di persone a protestare in piazza. Rivendicazioni riportate in aula dal copresidente del PS Fabrizio Sirica: "Il concetto è tremendamente fastidioso. Solidarietà verso chi? Nello stesso periodo politico in cui si fanno degli sgravi fiscali ai più ricchi, sento dire dai liberali che tutti devono fare dei sacrifici. Vi rendete conto della contraddizione delle vostre parole e dei vostri fatti?" In questa giornata non poteva mancare la voce di Matteo Pronzini, "recordman" della giornata visto che su 77 emendamenti, 44 li ha presentati il suo movimento (MPS). "Caro ministro Vitta, troppo facile dire che voi non considerate dei privilegiati i dipendenti pubblici. Con delle azioni come queste alimentate questo sentimento. Non avreste dovuto proporre questa misura, così come la sospensione del 20%. Voi contribuite a questa logica, come il Centro contribuisce quando sulle misure di compensazione prima le vota, poi fa il referendum obbligatorio". 

La bagarre Lega-UDC

Già a inizio pomeriggio è iniziata la bagarre tra "presunti alleati". L'UDC ha chiesto una sospensione della seduta e, visto che oramai il decreto Morisoli è lettera morta, ha comunicato che il partito si sarebbe astenuto su tutti gli emendamenti, tranne i suoi. Proprio questo ha facilitato lo stralcio del contributo del 2%. "Capiamo la presa di posizione dell'UDC, che è politica", ha esordito il capogruppo della Lega Boris Bignasca. "Ma non possiamo non notare che ormai nemmeno Morisoli rispetta il decreto Morisoli. Ci sembra evidente che l'obiettivo dell'UDC non sia quello di risanare le finanze pubbliche, ma sia solo quello di mettere un loro membro in Consiglio di Stato". A replicare il principale interessato: "È il popolo che decide chi va in Governo, non l'UDC", ha sottolineato Sergio Morisoli.