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Ticino
Preventivo 2024, l'attacco dei contrari
Redazione
3 anni fa
Partito socialista e UDC hanno deciso, per motivi diversi, di restare fuori dall'accordo di maggioranza. Ticinonews ha raccolto le impressioni di Ivo Durisch e Tiziano Galeazzi.

Oggi è giunta l’attesa fumata bianca dalla Commissione della gestione per il preventivo 2024 del Cantone. Dopo mesi di discussioni, PLR, Lega e Centro hanno trovato un'intesa, mentre PS e UDC hanno deciso, per motivi diversi, di restare fuori dall'accordo di maggioranza. Per quanto concerne il PS, c’è soddisfazione perché è stato tolto il taglio ai sussidi cassa malati, “ma siamo preoccupati del fatto che sia stato dato mandato al Consiglio di Stato di rivedere la formula, che secondo noi è buona e coinvolge negli aiuti anche il ceto medio”, afferma ai microfoni di Ticinonews il capogruppo socialista Ivo Durisch. “E secondo me, con la revisione la si vuole escludere”.

La mancata sostituzione dei partenti

Secondo il Partito socialista, un altro aspetto negativo, in ciò che si è votato nel rapporto per il preventivo 2024 “è quello di non sostituire il 20% dei partenti degli ausiliari. Ausiliari che erano stati risparmiati nel 2023, proprio perché sono dei contratti anche a termine e i partenti sono tanti". Sono 857 le persone che oggi rischiano, "almeno al 20%, di non vedersi confermato il loro mandato. Un mandato che è comunque a beneficio dei cittadini per garantire i servizi”, ricorda Durisch.

Galeazzi: “Non abbiamo sentito niente sui tagli”

“Il titanic è partito, ma noi rimaniamo sul nostro canotto, con il nostro preventivo, chiaro e pulito per il rigore finanziario”, precisa il granconsigliere democentrista Tiziano Galeazzi. “Non abbiamo sentito niente sui tagli, ma solo degli aggiustamenti, dei cerotti, e non è così che si gestisce la spesa pubblica, soprattutto con i soldi dei cittadini”.

Leoni: “Un preventivo rimasto orfano”

Intervenuto nel corso di Ticinonews, il giornalista Andrea Leoni ha fornito una sua lettura sull’accordo raggiunto oggi. Da una parte “è un accordo di carta pesta, dall'altra è l'unico possibile che arriverà, credo, a meta”, il commento di Leoni. Il preventivo “è rimasto orfano perché il Parlamento non ha seguito il Governo su quelle che erano le misure più importanti, ovvero il taglio dei sussidi di cassa malati che, come abbiamo visto, è saltato, e secondo me alla fine salterà anche il contributo di solidarietà ai dipendenti”. Di conseguenza, “la storia è partita male e finirà peggio se la guardiamo da un punto di vista del risultato finanziario. Questo dà un grosso monito per il prossimo preventivo, che dev'essere fatto in un'altra maniera”.

L'intervento completo andato in onda ieri sera:

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