
Si arricchisce di nuovi dettagli la cosiddetta vicenda del caos al Tribunale penale cantonale. Il cancelliere che a maggio aveva segnalato, tramite una lettera al Capo Sezione delle risorse umane, di essere stato vittima di mobbing da parte di una segretaria, avrebbe riferito nella sua missiva di situazioni conflittuali “che durano nel tempo, praticamente giornaliere e talmente radicalizzate da minare la serenità nell’espletamento delle nostre funzioni”. Lo riferisce oggi il portale LiberaTV. Ricordiamo che la collaboratrice in questione era già stata oggetto di una segnalazione per atteggiamenti inappropriati da parte di una collega.
L'incontro e poi il silenzio
Nel suo memorandum, il cancelliere aveva anche espresso la richiesta di essere ascoltato dall’avvocata Maria Galliani, incaricata dal Consiglio di Stato di fare chiarezza sulla sopracitata segnalazione di mobbing presentata da una segretaria nei confronti di una sua collega. Richiesta che è stata accolta ma, dopo l’incontro con l'avvocata avvenuto il 10 giugno, il cancelliere non ha più ricevuto nessuna informazione.
La richiesta
Giungiamo così alle ultime settimane, quando la Commissione amministrativa del Tribunale d’appello (CA) ha riferito di “non aver ravvisato la presenza di una situazione di mobbing, ovvero di atti di persecuzione psicologica perpetrati sistematicamente e per lungo tempo” nella vicenda del presunto mobbing tra segretarie. A tal proposito, il cancelliere domanda alla stessa Commissione se l’esito a cui è giunta riguarda anche il suo caso e, se sì, di poter essere informato sugli accertamenti fatti e sulle conclusioni a cui è giunta la CA.

