Cerca e trova immobili
Ticino
Presidio antifascista a Lugano, anche Verdi e Indipendenti interrogano il Municipio
Redazione
8 ore fa
Il Gruppo vuole sapere quali valutazioni di rischio «hanno portato a un tale dispiegamento di forze e alla richiesta di supporto da altri Cantoni».

Il presidio antifascista dello scorso 21 febbraio fa ancora discutere. Come si legge in una nota dei Verdi e indipendenti di Lugano, in merito alla manifestazione sono già stati presentati quattro atti parlamentari, tre tendenti a rafforzare un approccio securitario e, se possibile, punitivo nei confronti dei manifestanti, uno volto a mettere in rilievo la sproporzione del dispositivo di sicurezza messo in campo e le modalità di intervento, nonché a chiarire quanto ha preceduto la manifestazione. I Verdi e indipendenti fanno sapere di «condividere le preoccupazioni espresse da quest’ultima» e, in un certo senso, di completare la situazione, «con domande dal taglio un po’ diverso», contenute in un'interrogazione. 

Il focus

Il gruppo mette sotto i riflettori alcuni elementi fondamentali. «Il presidio, a cui hanno partecipato numerose persone di diversa età, si è svolto in modo pacifico, senza turbare la vita cittadina. Eppure, si è assistito a un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, con la presenza di agenti provenienti anche da altri cantoni, cordoni di sicurezza, controlli all’accesso a Piazza Manzoni e l’annuncio della possibile dispersione forzata dell’assembramento», si legge nella nota. «Nei primi minuti sarebbe stata richiesta l’identificazione delle persone che intendevano accedere a uno spazio pubblico. Nel corso del presidio la polizia ha minacciato di ricorrere a mezzi coercitivi quali gas lacrimogeni e proiettili di gomma in caso di mancato scioglimento entro un termine indicato (di 10 minuti). Misure che avrebbero, quelle sì, creato turbamento, e alle quali si è poi saggiamente rinunciato», viene ancora evidenziato. Al contempo, si ricorda che è stato segnalato un gruppo dichiaratamente fascista che si sarebbe riunito in un’altra zona della città (Cornaredo), senza un dispiegamento visibile di forze dell’ordine.

«La Confederazione si fonda sui principi dello Stato di diritto»

«La tutela dell’ordine pubblico è un compito fondamentale dello Stato e non si mette qui in discussione il ruolo delle forze dell’ordine», scrive ancora il gruppo, sottolineando come, tuttavia, sorgano interrogativi sulla proporzionalità delle misure adottate, sulla loro base legale e sul messaggio trasmesso alla cittadinanza. «La Confederazione svizzera si fonda sui principi dello Stato di diritto, della democrazia, della dignità umana e della tutela delle minoranze. L’ordinamento giuridico svizzero non è neutrale rispetto a ideologie che negano tali principi, come dimostra anche l’esistenza della norma penale contro la discriminazione razziale». Secondo i Verdi e indipendenti, in questo contesto la difesa dei valori democratici e costituzionali non può essere messa sullo stesso piano della promozione di ideologie che mettono invece in discussione quegli stessi valori. 

Le domande:

Quali valutazioni di rischio hanno portato a un tale dispiegamento di forze e alla richiesta di supporto da altri Cantoni? Il Municipio ritiene che le misure adottate siano state proporzionate rispetto alla situazione, ovvero un presidio antifascista?
Su quale base legale è stata richiesta l’identificazione di persone che intendevano accedere a uno spazio pubblico, e secondo quali criteri è stata applicata tale misura? Il Municipio approva che la polizia minacci l’utilizzo di armi quali lacrimogeni e proiettili di gomma nei confronti di manifestanti pacifici?
Il Municipio è a conoscenza di eventuali denunce penali per i reati di minaccia e/o abuso di autorità, inoltrate nei confronti della polizia e/o delle istituzioni da parte di persone che hanno partecipato alla manifestazione? L'Esecutivo intende sporgere denuncia per il reato di discriminazione razziale in relazione al raduno neonazista svoltosi sul suo territorio a Cornaredo? Il Municipio ritiene che manifestazioni di gruppi neonazisti e quelle di gruppi antifascisti siano da trattare nello stesso modo?