
La 77esima edizione del Locarno Film Festival (LFF) - come da tradizione - è stata presentata martedì mattina a Zurigo e martedì sera a Bellinzona, dove Ticinonews ha seguito la conferenza stampa. Locarno77 porterà sul Verbano 225 film da tutto il mondo e sarà la prima edizione alla guida della nuova presidente Maja Hoffmann, che non ha potuto essere presente in Ticino. Hoffmann ha però già detto di aver intrapreso la ricerca di nuovi finanziamenti internazionali in quanto il contesto finanziario è incerto. Nonostante la consigliera di Stato Marina Carobbio abbia nuovamente assicurato i contributi pubblici, non si sa per quanto questi saranno garantiti.
Pedrazzini: "Fondamentale trovare nuovi partner"
Su questo tema si è soffermato anche il vicepresidente Luigi Pedrazzini: "Viviamo in una situazione dove non ci si può fermare, fermandosi si arretra ed è necessario trovare nuove risorse e nuovi partner per poter fare sempre meglio e in modo che il Locarno Film Festival continui ad essere un riferimento culturale fondamentale per la Svizzera italiana e per l’intera Svizzera". In questo senso sarà importante, appunto, la ricerca di sponsor internazionali, ricerca che è già in atto, come confermato da Pedrazzini: "Confidiamo molto che in questo possa essere utile la scelta di una persona come Hoffmann che ha delle relazioni internazionali straordinarie e quindi può garantire al festival contatti che altrimenti sarebbero molto difficili". Come detto, la neopresidente a Bellinzona non era presente, ma qualcuno che in Ticino avrebbe gradito la sua presenza c'è stato. "Hoffmann aveva un’agenda molto fitta già nel momento in cui ha accettato la sfida della presidenza del festival e ha potuto organizzarsi per la maggior parte degli impegni - spiega il vicepresidente -. Sarà a Locarno per un periodo prolungato durante il festival e quindi comprendiamo questa sua assenza. I segnali di una forte volontà di assumere il suo ruolo li ha dati".
La presenza femminile
E tra le pellicole in programma c'è anche tanta Svizzera e una maggiore presenza femminile. "Sulla presenza femminile credo che abbiamo in maniera organica osservato i valori in campo dei film che ci venivano proposti e non abbiamo tentato di ragionare per quote o per bilanciare in maniera artificiale quella che è una disparità molto forte in partenza", chiarisce ai microfoni di Ticinonews il direttore artistico Giona A. Nazzaro. "Quest’anno il numero dei film delle registe è inferiore a quello dell’anno scorso. Però noi guardiamo i film non guardiamo chi li ha fatti e quindi per esempio in concorso abbiamo ben quattro esordi tutti femminili e sono fra i film migliori in assoluto di tutto il programma".
Nazzaro: "Un festival di film che dialogano"
Locarno è anche un simbolo di qualità, infatti tanti film che passano dal festival fanno il giro del mondo, come ricorda Nazzaro: "I film della scorsa edizione sono andati ad oltre 250 festival. Questo è un dato comprovato nel senso che abbiamo fatto uno studio con l’ufficio della programmazione. Mi auguro che i film di questa edizione possano godere dello stesso favore e successo di quelli dell’edizione precedente". Non si può proprio parlare di un filo rosso che lega i film, però di temi ricorrenti si. I film in un certo senso dialogano tra loro. "Sì - afferma il direttore artistico - e non solo dialogano fra loro, ma dialogano con lo spettatore. Quindi mi auguro che a Locarno si creino le condizioni ottimali affinché questi film possano riverberare nell’immaginario del pubblico locarnese e di conseguenza irradiare nel resto del mondo".
Il festival come pilatro dell'industria cinematografica
Il Locarno Film Festival non è però solo cinema, ma è anche un pilastro dell’industria cinematografica, con tanti eventi collaterali e tanti workshop. Su questo si è soffermato il direttore operativo Raphaël Brunschwig: "Basti pensare a uno dei think thank principali StepIn, dove quest’anno il tema è ovviamente quello dell’intelligenza artificiale, vale a dire la gestione della proprietà intellettuale, delle immagini che sono alla base delle IA e che rendono possibile la creazione di video e anche la produzione e la distribuzione di film, dei grossi temi dal punto di vista dell’industria". I temi sono tanti "anche dal punto di vista accademico - aggiunge Brunschwig - con le attività della nostra cattedra universitaria, che quest’anno si inseriscono all’interno di quello che è l’hub creativo del festival, cioè BaseCamp, la residenza per giovani creativi, che quest’anno per la prima volta si svolge a Muralto". Infine ci sono anche "varie altre attività all’interno dell'aera che noi chiamiamo Factory e che ha lo scopo di assicurare una rigenerazione continua anche del pubblico di Locarno".
Quest'anno niente app
Infine, è stato deciso che non ci sarà più un’app per il festival: "È stata una decisione sofferta", afferma il direttore operativo. "Fare un’app al livello al quale la vogliamo presentare noi, che permetta di contenere tutto quello che deve contenere è molto costoso. Abbiamo deciso di concentrarci sul sito internet, la cui fruibilità è stata migliorata di parecchio anche per i dispositivi mobili. Tutte le cose che si potevano fare con l’app, non solo le prenotazioni, ma anche salvare i propri film preferiti, metterli direttamente nell’agenda e così via, sarà possibile in modo molto intuitivo anche sul nostro sito internet", conclude Brunschwig.

