
Ieri l'annuncio dei premi di cassa malati per il prossimo anno e i commenti a caldo. Oggi le riflessioni "a freddo". Così sui due quotidiani ticinesi Giovanni Galli e Daniel Ritzer, rispettivamente per il Corriere del Ticino e LaRegione, hanno commentato la stangata comunicata ieri dal Dipartimento federale dell'interno, l'ultima presentata da Alain Berset, consigliere federale uscente che ha iniziato la conferenza stampa dicendo "questo è di certo un esercizio che non mi mancherà".
"Ultima chiamata per evitare il peggio"
“Con tutti i segnali d’allarme partiti negli ultimi mesi, la nuova stangata sui premi di cassa malati non può essere definita uno shock”. Giovanni Galli inizia così, sul Corriere del Ticino, il proprio editoriale sull’aumento dei costi dell’assicurazione malattia comunicato ieri dal Dipartimento federale dell’interno. “Ma è comunque destinata a far male – soprattutto per il ceto medio basso che ha poco o punto accesso ai sussidi – perché erode un potere d’acquisto già intaccato dall’aumento dei prezzi dei beni di consumo, degli affitti e dell’energia”. In seguito, parla delle cause che hanno portato all’incremento, citando il maggior consumo di prestazioni sanitarie, l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione delle riserve e i massicci cambiamenti fatti dagli assicurati lo scorso anno. Fino ad arrivare al “blocco delle riforme, il quale non può continuare”. Per evitare di portare il sistema al collasso “servono pragmatismo, coraggio e concretezza. In caso contrario-continua Galli- “essendo in una democrazia diretta, le soluzioni potrebbero essere forzate dall’esterno. Finora gli assicurati hanno risposto con le buone, respingendo alle urne le soluzioni più radicali e sfruttando le possibilità offerte dal sistema (cambio di cassa, modelli alternativi, franchigie) per attenuare l’impatto dei premi. Ma se la politica non si assumerà in fretta le sue responsabilità, rischierà seriamente di trovarsi con le spalle al muro. Il voto popolare sull’iniziativa del PS per aumentare i sussidi di cassa malati (che costerà miliardi) sarà un primo test. Il forte aumento dei premi deve suonare a Berna come un’ultima chiamata per darsi una mossa”.
"L'ultimo tango di Alain Berset"
“Il progresso scientifico in ambito medico e farmaceutico negli ultimi decenni ha, tra le varie cose, portato a un notevole allungamento dell’aspettativa di vita. Un progresso che è stato possibile anche grazie alle ingenti risorse a disposizione della ricerca in questi settori”, scrive su LaRegione il direttore Daniel Ritzer. “Le implicazioni a livello demografico sono note: l’invecchiamento della popolazione è una tendenza a breve-medio termine inarrestabile. Un’evoluzione che determina un aumento anche inarrestabile della spesa sanitaria in Svizzera e contro il quale non ci sono cerotti che tengano. Ancora meno se a dover prendere delle decisioni in materia è un parlamento in cui a prevalere sono le potenti lobby dell’industria sanitaria". Per Ritzer ieri, di fronte alla stampa, in quello che è stato il suo "ultimo tango da ministro della sanità", Alain Berset "ha perso l’occasione di dire ciò che andrebbe detto: l’assicurazione (sociale) malattia va ripensata. Va ripensata perché di questo passo la legge entrata in vigore il 1° gennaio 1996, che sancisce l’obbligo assicurativo in Svizzera e che mira a garantire l’accesso alle cure medico-sanitarie a tutta la popolazione residente, rischia di venire meno al suo scopo. In particolare il ceto medio-basso, di fronte ai costanti aumenti dei premi, si trova costretto a rinunciare alla prevenzione e ricorre alle cure soltanto in caso di urgenza. Per non parlare dei Cantoni dalle finanze indebolite – con o senza Decreto Morisoli – che si vedono obbligati a sussidiare i premi di un numero sempre crescente di cittadini”.Che i tempi siano maturi per una profonda revisione dell’attuale paradigma sanitario -conclude il direttore- "lo dimostra per esempio il fatto che il recente postulato del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri con cui è tornato a chiedere al Consiglio federale di valutare la creazione di una cassa malati unica e pubblica, ha raccolto parecchi consensi, in Ticino e non solo, a destra e non solo; oltre ad andare nella direzione auspicata da tempo a sinistra. Ergo, non è più una questione partitica ma di buon senso e assolutamente urgente: il modello è al capolinea e va riformato. Alla radice".

