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Ticino
“Potrà aiutare anche contro altre pandemie”
Marco Jäggli
6 anni fa
Igor Stefanini della SUPSI spiega come il progetto in sviluppo di un dispositivo per test istantanei avrà applicazioni che vanno al di là del Covid-19

Oggi è stata resa nota la collaborazione tra Supsi, Ior e Politecnico di Losanna per realizzare, nel giro di 2 anni, una macchina di facile utilizzo che consenta di realizzare test per il coronavirus (e non solo) nel giro di pochi minuti. Teleticino ha intervistato Igor Stefanini, responsabile del progetto per il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI, per saperne di più.

Di cosa si tratta?
“È un dispositivo su base microfluidica che permette, partendo dalla saliva del potenziale portatore del virus Sars-CoV-2, di identificare sequenze particolare del genoma e quindi di identificare il virus nel paziente”.

E potrà essere azionato anche da personale non specializzato?
“Certo, il dispositivo è pensato per poter essere completamente automatizzato. È composto da una cartuccia monouso dove il classico tampone che viene effettuato utilizzando la saliva del paziente viene inserito nel circuito microfluidico e c’è un primo pretrattamento che permette di purificare e concentrare tutto l’RNA che c’è all’interno del campione di saliva. Dopodiché questo RNA purificato passa in un altro pezzo del circuito microfluidico dove ci sono delle sonde particolari dove abbiamo il complementare dell’RNA ricercato, cioè l’RNA del virus, per ora abbiamo pensato di effettuare quattro sonde particolari per essere abbastanza sicuri di identificare il virus Sars-Cov-2”.

Nel vostro comunicato c’è scritto che i lavori inizieranno ad ottobre e questo macchinario sarà pronto tra tre anni... noi spereremmo di esserci liberati del coronavirus entro due anni, non sarà così?
“Certo, lo speriamo tutti e sarà molto probabile. Di base però questo sistema rappresenta lo sviluppo di una piattaforma che sarà comunque pronta per usi futuri, se dovesse presentarsi un altro virus pandemico o per l’identificazione di altri virus in natura. Questo ovviamente andando a cambiare le sonde di RNA che identificano in maniera selettiva i differenti virus e andando quindi a identificare per esempio il virus della MERS e altre malattie presenti attualmente”.

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