Cerca e trova immobili
Ticino
“Possiamo prendere il rischio stando attenti”
Foto d’archivio Ticinonews
Foto d’archivio Ticinonews
Il direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco fa il punto sanitario dell’epidemia nel nostro Cantone e saluta favorevolmente gli allentamenti del Governo

Più libertà ma non si tratta di un “liberi tutti”. Dopo il presidente del Consiglio di Stato, anche il direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco, Christian Garzoni ha sottolineato questo importante aspetto a margine della conferenza stampa da Berna decisiva per gli allentamenti previsti dal 19 aprile. La situazione epidemiologica rimane fragile, instabile ma il Governo ha deciso di intraprendere questa strada per dare un messaggio di speranza alla popolazione. Il punto sanitario del dottor Garzoni, intervenuto in diretta a Ticinonews su Teleticino.

È il momento giusto dal punto di vista sanitario per questi allentamenti?
“Gli allentamenti proposti sono stati inseriti in una situazione definita di stabile fragilità, resta una situazione delicata ma sappiamo cosa sta succedendo. È una prova di fiducia nei confronti della popolazione da parte del Consiglio federale che ha messo sulla bilancia la difficoltà di rimanere chiusi con i potenziali rischi delle aperture. Non mi sembra che abbiano detto un ‘liberti tutti’, possiamo prendere questo rischio stando attenti, molto attenti”.

Com’è la situazione negli ospedali?
“Piacerebbe a tutti non avere più pazienti Covid ospedalizzati ma questo vorrebbe dire tornare in una situazione di totale chiusura, e questo la società non lo sopporta più. Abbiamo dei pazienti e la situazione è sostenibile, stanno aumentando i casi in cure intensive. La nostra clinica e l’Eoc di Locarno si coordinano per la gestione dei pazienti, a Pasqua abbiamo avuto paura per il repentino aumento dei casi ospedalizzati ma la situazione sembra non essersi aggravata”.

La nuova strategia è stata presa un minuto dopo la Pasqua, non sono attualmente chiare le conseguenze del numeroso flusso di turisti nel nostro Cantone
“Cercherei di godere del bicchiere mezzo pieno. È difficile fare delle previsioni a medio-termine, la politica è pronta a ristringere ma ha dato un messaggio chiaro alla popolazione. Giochiamo un po’ sul filo del rasoio con dei rischi che sono evidenti ma cercherei di godermi in piena sicurezza queste aperture che hanno precise regole e precauzioni”.

Il tempo meteorologico può influire. Questo cambio di temperatura favorirà l’abbassamento della curva giornaliera dei contagi?
“L’anno scorso lo abbiamo vissuto e ha funzionato bene, il nostro Cantone ha un clima favorevole. Dalla nostra abbiamo anche l’effetto vaccini che vediamo nella categoria a rischio e negli anziani e abbiamo contro la variante inglese che è più appiccicosa e le ipotetiche varianti che potrebbero arrivare. Siamo ad aprile e andiamo incontro alla stagione bella, questo fa ben sperare”.

Sui vaccini ci sono una serie di domande senza risposte. Molti sono gli scettici, come convincere le persone a farsi vaccinare?
“Sul mercato ci sono diversi tipi di vaccini e quando vediamo gli effetti collaterali sono di una persona su un milione, è quasi più probabile che cada l’areo che prendo. È chiaro che in teoria esistono degli effetti collaterali ma in pratica non gli abbiamo visti, più siamo giovani più siamo sani e più ci vacciniamo per i nostri genitori, le persone a rischio e per la società che ha bisogno di riaprirsi. Sarebbe bello se tutti gli studenti universitari fossero vaccinati, io spero che la popolazione si faccia vaccinare di più e spero che la Confederazione trovi la maniera di far arrivare più vaccini. Oggi la Confederazione ha detto qualcosa di molto importante riguardo ai nuovi farmaci e l’accesso privilegiato a questi ultimi. Il Covid non sparirà e saranno i vaccini a farci uscire da questo tunnel”.

Sarà come l’influenza, bisognerà vaccinarsi regolarmente?
“È una domanda difficile, però è uno scenario realistico. Da una parte non sappiamo quanto duri l’immunità e dall’altra ci sono le varianti che tenderanno ad essere selezionate in pazienti vaccinati e per questo magari il vaccino sarà da ripetere una volta all’anno. Questo però non sarà un dramma ma come Svizzera dobbiamo avere un accesso facilitato al vaccino, una volta garantito questo accesso avremo sicuramente una vita migliore rispetto a quella che abbiamo avuto nell’ultimo anno”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata