
Quest'oggi il popolo ticinese ha approvato entrambi gli oggetti in votazione cantonale. Con il 56.8% è stata accettata la modifica della Legge sulle aperture dei negozi. Mentre il 53,3% dei ticinesi ha dato luce verde alla modifica della Legge tributaria. Ecco le reazioni dei favorevoli e dei contrari.
Sì alla modifica della Legge sulle aperture dei negozi
Federcommercio: "Un risultato a sostegno delle imprese locali"
Per Federcommercio, "questo risultato rappresenta una vittoria per i piccoli commercianti, i consumatori e l'intera economia locale. I cittadini ticinesi hanno fatto una scelta ponderata e lungimirante a favore della flessibilità competitiva e del progresso economico. Il risultato alle urne, si legge nella nota, "dimostra la volontà dei cittadini di sostenere le imprese locali e di creare un ambiente commerciale dinamico, in grado di competere efficacemente con il commercio online e le offerte estere".
Maderni (PLR): "Aprire non significa deregolamentare tutto"
Grande soddisfazione per la deputata liberale radicale Cristina Maderni, secondo cui si tratta di "dare la possibilità ai negozianti di lavorare". Il risultato odierno non è inoltre una spinta verso una liberalizzazione totale: "Dobbiamo guardare avanti verso quelli che sono i nuovi modelli di lavoro. Aprire non significa deregolamentare tutto, su questo la popolazione può stare tranquilla”, precisa Maderni.
Censi (Lega): "Nessun regalo alla grande distribuzione"
Gioisce anche la Lega. Per Andrea Censi il risultato della votazione è "una piccola modifica della legge molto importante sia per i commerci che per il turismo". C'è però chi dice che questo sia un regalo alla grande distribuzione, pensando anche al raddoppio della superficie per poter godere delle deroghe nelle zone turistiche. "Ho parlato anche con la grande distribuzione e sarà praticamente impossibile che questo accada - spiega Censi - Ci sono dei costi per quanto riguarda la logistica, non si può modificare un negozio per un giorno".
OCST e UNIA: "C'è delusione e grande preoccupazione"
Reazione opposta da parte dei sindacati ticinesi di fronte al risultato alle urne. Per Paolo Locatelli (OCST) c'è "delusione e rammarico, sono passate le argomentazioni dei fautori di questa estensione che di fatto hanno sistematicamente banalizzato le modifiche della legge". Ora sul tavolo c’è il rinnovo del CCL del settore della vendita: "Chiederemo a Federcommercio e Disti - precisa Locatelli - oltre a una rivalutazione dei salari minimi contrattuali, anche delle regole più incisive su quello che riguarda la frammentazioni dei tempi di lavoro e anche delle regole più chiare per i contratti a tempo parziale". Sulla stessa lunghezza d'onda Chiara Landi (UNIA): "Il nostro pensiero va ai lavoratori e alle lavoratrici che subiranno delle conseguenze molto pesanti sulle loro condizioni di lavoro e di salute a causa di queste aperture domenicali".
Sì alla modifica della Legge tributaria
Ivo Durisch (PS): "L'imbroglio delle deduzioni è stato comunque smascherato"
Per quanto riguarda la Modifica dell’articolo 32 della legge tributaria, così il capogruppo del PS Ivo Durisch: "Siamo abbastanza stupiti del risultato di oggi perché abbiamo visto che l'imbroglio delle deduzioni è comunque stato smascherato e quasi il 50% della popolazione ha votato no. Noi continueremo a batterci, a proporre delle soluzioni mirate più efficaci e continuiamo ancora oggi a invitare la popolazione, se pensa di aver diritto ai sussidi, di chiederli".
Agustoni (Il Centro): "Un piccolo sollievo fiscale per le famiglie"
Dal canto suo, il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni non reputa l'esito della votazione odierna come una soluzione definitiva al contenimento del premio di cassa malati ma come un piccolo sollievo dal punto di vista fiscale per le famiglie: "5 milioni in meno di entrate fiscali in un cantone che spende 4000 milioni di franchi all’anno direi che è qualcosa di sostenibile, inoltre penso che sia giusto dare una priorità all’equilibrio delle casse cantonali ma altrettanta priorità va data alle casse delle famiglie".

