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Ticino
“Più di 200 casi? Non è una ripartenza”
Marco Jäggli
6 anni fa
Francesco Volonté, direttore sanitario della clinica Sant’Anna, non è particolarmente preoccupato per le cifre dei contagi e ritiene che le quarantene in alcune scuole siano “un buon segnale” dell’efficacia della prevenzione

Oggi in conferenza stampa il direttore dello Istituto di malattie trasmissibili, Stefan Kustner, si è detto preoccupato per il numero dei contagi, che negli ultimi giorni è passato dai 275 di mercoledì ai 234 di ieri per poi risalire ai 268 odierni. Non tutti però condividono questa preoccupazione, tra questi c’è anche il Direttore sanitario della clinica Sant’Anna Francesco Volonté: “Non la chiamerei una ripartenza”, dichiara il medico, “è chiaro che il virus è presente, non è sparito, e abbiamo imparato in una certa misura a controllarlo”.

“Non possiamo vivere in clausura”
“Non possiamo vivere in clausura, dobbiamo cercare di ritornare a quella che definiamo la normalità adattando il nostro comportamento”. Comportamente che andrà adattato in particolar modo con la riapertura dei grandi eventi: “Anche una manifestazione con più di 1’000 persone richiederà delle precauzioni e non impedirà al virus di proliferare. Ci saranno dei focolai che però dovranno essere controllati e anche questo per adesso abbiamo imparato o almeno stiamo imparando a farlo. È qualcosa quindi che per il momento funziona, dovremo applicare queste regole in modo ferreo anche quando si riapriranno queste manifestazioni perché sicuramente il numero dei contagi aumenterà”.

Quale differenza con la svizzera tedesca?
“Il fatto che stia ripartendo oltregottardo è sicuramente perché non hanno avuto la stessa esperienza e le misure che hanno preso non sono state e non sono tutt’ora abbastanza incisive. Da noi in Ticino il comportamento della popolazione penso stia mostrando un’efficacia sul terreno considerevole, viste le cifre”.

Accordo con Kloten, uno sforzo vano?
Negli ultimi giorni il Ticino ha concordato con l’aeroporto di Zurigo Kloten un accordo di segnalazione dei casi di rientro dai Paesi a rischio. Tuttavia il grosso dei ticinesi generalmente prende l’aereo dagli aeroporti del nord Italia, si tratta dunque di una misura inefficace? “Questo è un tasto delicatissimo”, risponde il medico, “perché ci si spinge probabilmente in zone non molto regolamentate sullo scambio di informazioni. Dall’altro lato trovo che sia positiva ogni piccola goccia che viene portata come contributo per la prevenzione del diffondersi di questa malattia. È vero che la maggior parte dei ticinesi partono piuttosto da sud ma per quelli che partiranno da nord ci sarà un controllo più approfondito. Ciò detto si spera che chi torna da Linate o da Malpensa se viene da un paese a rischio faccia la sua quarantena come è logico che faccia”

“Il grosso dei contagi è interno”
Per Volonté comunque, va ribadito: “Si è visto che il numero maggiore dei contagi, è notizia di oggi, nasce all’interno della Confederazione. Non viene dunque dai casi importanti. Anche chi parte sa che deve proteggersi, evitare di mettere le mani dappertutto, usare disinfettate e mascherine ecc. Inoltre chi rientra e inizia a presentare dei sintomi al giorno d’oggi sa come comportarsi, è sua responsabilità”.

Scuole in quarantena oltralpe: “la prevenzione funziona”
E come interpreta la notizia di diverse classi a Berna e Svitto che hanno già dovuto chiudere, poco dopo la riapertura? “Penso che da un lato sia una buona notizia. Il virus non è sparito, le scuole devono ripartire perché si è visto che anche se l’insegnamento a distanza può funzionare non tutti riescono a seguirlo alla stessa maniera. Quindi l’insegnamento in presenza è necessario, è stato detto e ripetuto”. Per Volonté però “è una buona notizia che si siano scoperti per tempo dei casi potenziali e isolate delle classi. È qualcosa che succederà alla riapertura ci saranno dei controlli, ci saranno dei casi positivi e delle quarantene. Si spera in modo limitato ma è giusto che ci siano: se il virus circola è inevitabile, e quindi vorrebbe dire che il sistema di prevenzione funziona”.

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