
“Una delle pagine più vergognose della storia del nostro Cantone.” Così la procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha definito i fatti che hanno portato a processo 6 imputati, tra 21 e 32 anni, accusati di una lunga lista di reati ai danni di un18enne del Mendrisiotto. “Per miracolo la vittima non ha perso la vita”, ha detto in aula la procuratrice. “Sono stati atti di una crudeltà inaudita, di assenza totale di empatia nei confronti di un ragazzo fragile che ha subito soprusi in maniera sproporzionata”.
Le richieste di pena nei confronti del “branco”
In aula è stata richiamata la dinamica del branco, un branco che in 3 distinte occasioni ha picchiato, ferito, minacciato, vessato, sottoposto a soprusi di ogni genere la vittima ormai terrorizzata e inerme. “Nessuno ha fermato la furia, nessuno ha detto: Basta! Il branco non si è fermato nemmeno quando il 18enne ha perso i sensi”. Non ci sono attenuanti dunque nel comportamento degli imputati secondo la pubblica accusa: di qui le richieste di pena che vanno da 6 anni, la pena più lieve, agli 11 anni per il 32enne colombiano con l’espulsione dalla Svizzera per 15 anni.
Le spedizioni punitive
In mattinata sono state ricostruire le spedizioni punitive del branco nei confronti del 18enne, dovute per un debito di droga. Spedizioni, una ad Ambrì e l’altra a Quinto (poi terminata a Cadempino, da qui il nome, ndr), durante la quale il giovane è stato riempito di sprangate, percosse e vessazioni di ogni genere. Gli imputati hanno sostanzialmente ammesso i fatti. Sono accusati a vario titolo di tentato omicidio intenzionale, sequestro di persona e rapimento, ripetuta esposizione a pericolo della vita altrui, ripetuta aggressione, ripetuta omissione di soccorso, tentata presa d’ostaggio, coazione, infrazione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.
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