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Ticino
“Ora nessuno potrà nascondersi per non assumersi le proprie responsabilità”
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
È il pensiero del Movimento per il Socialismo (Mps) a seguito dei risultati dell’audit sull’ ex funzionario del DSS condannato per violenza carnale e coazione sessuale.

“Ora è stata fatta chiarezza e nessuno (speriamo) potrà più nascondersi dietro a giustificazioni assurde per non assumersi la responsabilità di non aver agito a tutela delle vittime”. Con queste parole il Movimento per il Socialismo (Mps) ha iniziato la propria presa di posizione sui risultati dell’audit commissionato a una ditta ginevrina sulla vicenda dell’ex funzionario del DSS condannato per violenza carnale e coazione sessuale. L’audit, per l’Mps, “mette in evidenza le responsabilità e carenze nella gestione del caso e chiarisce che i diretti superiori erano al corrente di quanto succedeva e non hanno fatto nulla per porre fine a quella situazione e per proteggere le vittime”.

“Assurdo che non siano stati in grado di riconoscere una molestia”

In merito alla violenza carnale e alla coazione sessuali, reati per i quali l’ex funzionario del DSS è stato condannato nel 2021, per l’Mps “appare assurdo che i suoi diretti superiori non siano stati in grado di riconoscere una molestia”.

Commessi “errori specifici”

Ieri, durante la presentazione alla stampa delle conclusioni dell’audit commissionato dal Parlamento, “la responsabile dell’analisi ha detto con chiarezza che sono stati commessi errori specifici nella gestione del caso individuale dell’ex funzionario”. In particolare, scrive l’Mps, “un rifiuto di agire che stando a chi ha svolto l’audit ha anche una rilevanza legale perché secondo la Legge sulla parità le molestie comprendono molti atti non necessariamente di natura penale ma comunque rappresentano una violazione della legge”.

“l problema di gestione del personale”

Quando emerso “mette anche in evidenza un problema più generale di gestione del personale all’interno dell’amministrazione cantonale”. L’audit “sottolinea la mancanza di misure concrete per tutelare il personale del Cantone e agire concretamente per evitare casi simili”. “Ora, conclude l’Mps, chi ha fatto finta di non sapere dovrebbe chiedere pubblicamente scusa e assumersi le proprie responsabilità che ricadono anche su tutto il governo”.