
Manifestazione non autorizzata, sassi, insulti, manganelli. È quanto è successo ieri a Lugano tra i manifestanti (gruppi vicini all’autogestione luganese) e la Polizia alla stazione ferroviaria. Evento che ha creato malumori e ha riportato sul tavolo del Municipio la dibattuta questione del Molino. Dalle colonne del Corriere del Ticino evince infatti un senso di rabbia di Michele Bertini e del sindaco Marco Borradori.
“La situazione imponeva un intervento del genere”, ha detto al quotidiano di Muzzano il municipale responsabile della sicurezza Bertini. “È stata oltrepassata la linea del buon senso e della convivenza civile e non si venga a parlare di violenza gratuita da parte degli agenti, le immagini solo eloquenti”, ha sottolineato. Secondo il municipale l’episodio potrebbe essere la chiave di volta per consolidare una maggioranza in Municipio sul futuro del Molino: “Io lo auspico da diversi anni”.
Per Borradori con un evento del genere non si può parlare di democrazia: “Hanno un concetto completamente bacato di democrazia”, sentenzia. Sul futuro del Molino anche il sindaco sottolinea al Cdt: “Dovevamo prendere delle decisioni già dopo i fatti di ottobre, è giunto il momento di prendere delle decisioni possibilmente forti”.
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