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Nomine dei procuratori, ecco la proposta dell'UDC
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
Il partito presenta una sua possibile via per ridare attrattività ai magistrati: “La sorte potrebbe sanare e far molto bene all’imparzialità e alla professionalità della giustizia”.

In seguito alle votazioni dei nuovi procuratori pubblici, l’UDC ha presentato una mozione al Consiglio di Stato, firmata da Sergio Morisoli e Tiziano Galeazzi, con la quale propone una sua formula per superare l'attuale sistema. “Tutti abbiamo letto e assistito ciò che è accaduto nell’ultima tornata di nomina dei Procuratori pubblici. Ognuno ha potuto farsi un’idea di quanto il sistema, nato con le migliori intenzioni, sia col tempo e le persone diventato logoro e forse anche pericoloso quanto alle garanzie di parità di trattamento, di giustizia e di rispetto delle istituzioni”. Il partito non ci crede più: “Anche la prossima volta sarà il solito lamentio verso il sistema in essere e il festival delle soluzioni fantasiose per far finta di volerne uscire alla prossima volta. La prossima volta appunto…”.

La critica del sistema

L’UDC critica il sistema: “Anche se alla fine ci fossero in lizza per un posto tre o quattro tra migliori potenziali PP o Giudici del Ticino, alla fine il GC deciderebbe, e lo farebbe comunque politicamente e partiticamente: chi ha più seggi o chi si allea per averne di più vincerebbe”. Il partito sostiene che si deve trovare una nuova via da percorrere per “contenere le possibili perversioni della scelta politica”.

I voti del popolo

È la Costituzione a dare la competenza al Gran Consiglio per la nomina dei vertici e l’UDC ritiene che sia giusto che rimanga così. “Il legislativo rappresenta il popolo che vota; non entriamo nei sofismi che la metà non vota e che il 20% vota scheda senza intestazione per cui occorre tenere conto anche di loro nelle nomine istituzionali; verrebbe da dire “peggio per loro” se non sfruttano appieno i loro diritti democratici”.

La proposta UDC

Con questa mozione il partito vuole suggerire una possibile via che potrebbe ridare attrattività e rappresentatività alle massime cariche del potere giudiziario. Una via che comprende cinque passaggi: 

  1. - tutti i partiti selezionano e propongono il loro candidato/i a seconda dei posti liberi
  2. - la commissione di esperti esterni li valuta tutti e scarta chi non è adatto
  3. - il GC in un primo turno vota di accettarli formalmente tutti, resta escluso solo chi prende 0 voti.
  4. - il GC in un secondo turno nomina sempre con voto segreto per ogni posto libero chi prosegue la gara, solo i primi 3 passano al sorteggio
  5. - il GC organizza il sorteggio chi vince è poi nominato definitivamente dal GC

Questa proposta, ricorda, il partito, era già stata formulata in passato, ma ora viene presentata formalmente. Una proposta che si rifà a un metodo con cui veniva eletto il Doge di Venezia, "una potenza mondiale che è durata per circa 700 anni e che garantiva la pace tra le grandi Famiglie e i Lobbisti", sottolinea l'UDC. "Se funzionava lì… Tra l’altro il successore di Giuda Iscariota, san Mattia, per completare il numero di 12 apostoli fu tirato a sorte vincendo contro Barsaba. La sorte potrebbe sanare e far molto bene all’imparzialità e alla professionalità della giustizia”.

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