
Dalle elezioni cantonali alle suppletive il passo è breve. Ma di suppletive, di fatto, non ce ne saranno. Una decisione presa dal Consiglio di Stato riunitosi proprio oggi a seguito delle celebrazioni per le nomine dei consiglieri, ma che non ha lasciato indifferente la granconsigliera di Avanti e Ticino&Lavoro Amalia Mirante. “Sono indignata!” si legge in un post sulla sua pagina Facebook, pubblicato pochi minuti fa, nel quale non nasconde l’intenzione di inoltrare un ricorso.

“Un Cantone privo di rappresentanza a Berna”
Nello specifico, l’indignazione di Mirante deriva dal fatto che rinunciando alle suppletive “il nostro Cantone resterà privo di rappresentanza agli Stati”. Secondo lei, il tutto “per mere questioni di opportunità”. A detta della granconsigliera sembra quasi di essere in una situazione in cui il rispetto delle leggi e dei diritti del popolo “paiono essere solo una semplice questione di convenienza”. Una decisione ritenuta pertanto “inaccettabile”, nonché un’azione “subdola, intrapresa solo per evitare di disturbare i giochi di potere dei partiti storici, per proteggere candidature e per altre ragioni opache”.
Verso un ricorso?
Ora Mirante afferma che unitamente ad Avanti e al Movimento Ticino&Lavoro si sta valutando la possibilità di presentare un ricorso, “perché riteniamo che il popolo debba essere libero di votare, senza che il governo si arroghi il diritto di negarglielo. Ancora una volta, gli interessi personali e di bottega politica hanno avuto la meglio sull'interesse pubblico. Non possiamo e non dobbiamo restare in silenzio di fronte a simili impresentabili manovre!”

