
Il Consiglio di Stato non prevede di indire elezioni complementari per occupare il seggio ticinese nel Consiglio degli Stati divenuto vacante con l’elezione di Marina Carobbio Guscetti in Consiglio di Stato. Il Governo, effettuata "un’attenta ponderazione degli interessi e tenuto conto del principio di opportunità", ha optato per questo orientamento. Le due persone che rappresenteranno il Ticino nella Camera Alta del Parlamento svizzero per la Legislatura 2023/2027 verranno decise il prossimo 22 ottobre, giorno delle elezioni federali ordinarie.
Le motivazioni
Il Governo sottolinea anzitutto che la prima opzione disponibile per il primo turno dell’elezione complementare sarebbe stata domenica 11 giugno, a condizione di convocare già domani le assemblee comunali e di assegnare un termine scadente il 17 aprile per la presentazione delle liste. Il secondo turno non avrebbe poi potuto svolgersi prima del 3 settembre, dato che la Legge impedisce di indire elezioni o votazioni nei mesi di luglio e agosto. Questi tempi tecnici avrebbero quindi reso impossibile completare l'iter prima dell’avvio della procedura di deposito delle candidature per le elezioni federali ordinarie; benché non sia espressamente vietata dalla Legge, il Consiglio di Stato ritiene "inopportuna e problematica" una sovrapposizione tra le due procedure che genererebbe "confusione tra i cittadini".
“Il carico notevole” sugli elettori
Nell’ipotesi in cui la scelta fosse stata di organizzare l’elezione complementare nei tempi descritti, va inoltre considerato “il carico notevole sugli aventi diritto di voto”, che sarebbero stati chiamati a esprimersi sui membri del Consiglio degli Stati a quattro riprese in appena cinque mesi (11 giugno, 3 settembre, 22 ottobre e 19 novembre 2023). Il Consiglio di Stato ha poi tenuto conto del fatto che chi si fosse aggiudicato l’elezione, in ogni caso, avrebbe potuto rappresentare il Ticino unicamente all’ultima sessione parlamentare della legislatura prevista tra l’11 e il 29 settembre 2023. Questa circostanza “fa apparire ancora meno opportuni i costi e gli oneri amministrativi che l’elezione complementare avrebbe provocato a carico del Cantone e dei Comuni”.
Proposto un aggiornamento di legge
Il Governo tiene infine a ricordare che la rinuncia a indire un’elezione complementare non è un evento straordinario a livello svizzero, anche per cariche elette su base cantonale. Alcuni Cantoni, ad esempio, si sono dotati di normative esplicite per evitare di organizzare tali elezioni negli ultimi mesi di una Legislatura. A questo proposito, il Consiglio di Stato vuole proporre un aggiornamento della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP) volto a regolare esplicitamente situazioni eccezionali come quella in questione, analogamente a quanto già previsto in altri Cantoni.

