
A Lugano non ci sarà alcuna «marcia per la patria e la remigrazione» il 21 febbraio, almeno ufficialmente. Lo ha comunicato giovedì scorso il Municipio, spiegando di non aver concesso l'autorizzazione per «tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza». Ma il «niet» dell'esecutivo luganese è arrivato anche «in ragione dei rischi di scontri» per via della contromanifestazione annunciata da varie realtà, collettivi e organizzazioni antifasciste locali. Queste ultime, però, non rinunciano a scendere in piazza, come annunciato quest'oggi sui propri canali social. «Rilanciamo la chiamata alla mobilitazione contro il razzismo, il suprematismo bianco e contro il continuo incitamento all'odio e alla violenza nei confronti di chi per loro è diverso», scrivono riferendosi anche a quanto affermato dal sindaco Michele Foletti a LaRegione. Interpellato dal quotidiano bellinzonese sulle croci celtiche apparse a Lugano, Foletti ha detto che «il graffito comparso qualche mese fa su una cabina dell’Ail presso l’ex Macello fa il paio con questi, anzi era peggio», riferendosi alla scritta Pro-Pal apparsa in Città.
«Siamo TUTTX ANTIFASCITX!»
Per questo, conclude il post, «chiamiamo una piazza partecipata e rumorosa, perché ciò che succede a Lugano non è scollegato da ciò che succede nel resto del mondo, e stiamo allerta: non è detto che 'i bravi ragazzi' in questo giorno di mobilitazione non si facciano vedere di nuovo. Per una mobilitazione forte, a Lugano come ovunque, per ribadire che siamo TUTTX ANTIFASCITX!»

