
Marco Chiesa si è raccontato al CdT in occasione della chiusura dei suoi quattro anni alla presidenza dell'Udc: "torno al solo ruolo di consigliere agli Stati e quindi ad occuparmi a Berna esclusivamente del Ticino. Come presidente di partito devi rappresentare le decisioni dei delegati ed avere attitudini diverse. Caratterialmente mi si addice di più il ruolo da chambre de réflexion. Sono più un costruttore di ponti che un tribuno", si racconta Chiesa.
La presidenza dell'Udc
Tra i primi temi affrontati nell'intervista figura il ruolo di Chiesa alla presidenza dell'Udc: sebbene si definisca "costruttore di ponti", Chiesa ribadisce la chiarezza "della linea e dei valori" nell'approccio suo e del partito. Il luganese non ha inoltre sentito di esser considerato un presidente ad interim, nell'attesa di un candidato svizzero tedesco adeguato alla carica. Al contrario, la presidenza latina sarebbe stata una scelta voluta, a dimostrare che l'Udc "non è un partito Zurigo-centrico, cioè che ha portato anche i suoi frutti a livello elettorale".
Lo stesso Udc ha vissuto una fase di crescita sotto la presidenza di Chiesa, che coglie l'occasione per esprimere la sua soddisfazione: "quando ho assunto la presidenza tutti dicevano che l'Udc non aveva più argomenti, che non riusciva più a mobilitare, che era un partito in declino. Abbiamo visto che le cose sono andate diversamente".
Giornalismo ed attualità
Chiesa non ha mancato di pronunciarsi su temi d'attualità, senza risparmiare alcune critiche nei confronti dei media: "a volte ho trovato la volontà da parte dei giornalisti di creare delle polemiche, anche quando non c'erano. Ma su questo aspetto noi dell'Udc siamo stati solidi e sono convinto che lo saremo anche in futuro". Per quanto riguarda le polemiche più d'attualità, Chiesa non vede uno scandalo nella questione dell'incidente del Consigliere di Stato Gobbi: "la spiegazione fornita dal consigliere di Stato mi sembra assolutamente plausibile". La volontà è quella di non "alimentare la cultura del sospetto quando non ci sono gli elementi per farlo".
La candidatura al Municipio di Lugano
Nell'attualità di Marco Chiesa c'è anche la campagna elettorale, in vista delle comunali di aprile. Non ci sarebbe competizione tra Chiesa e Foletti, il sindaco uscente di Lugano: "non mi sono mai candidato per avere uno scontro con lui ma per sostenere una lista cui è venuta a mancare una persona carismatica come Marco Borradori. Io gli ho chiesto [a Foletti] cosa ne pensava e lui mi ha detto di farlo. Penso che condividiamo lo stesso attaccamento a Lugano". In ogni caso, Chiesa punta a restare a Berna ancora a lungo: "c'è tanto da fare, un accordo istituzionale da combattere ed una Svizzera da 10 milioni da evitare".

