
STAN e Pro Natura Ticino prendono posizione sulla sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, che ha confermato la necessità di una pianificazione cantonale per la rete di percorsi MTB voluta dall’OTR Mendrisiotto e Basso Ceresio. Le associazioni ambientaliste, che avevano inoltrato ricorso contro il progetto, ricordano che il Monte San Giorgio è un’area protetta a livello federale e patrimonio UNESCO, e che ogni intervento deve rispettarne i valori naturali e paesaggistici.
Conservare e salvaguardare il paesaggio
"La legge impone che questi paesaggi vadano conservati intatti e salvaguardati per quanto possibile, così da mantenere le loro qualità paesaggistiche, ecologiche nonché la varietà degli ambienti forestali", ricordano le associazioni in un comunicato congiunto. "In ragione del suo impatto su paesaggio e ambiente e della sua importanza sovracomunale il TRAM ha ritenuto che la nuova rete di percorsi MTB sul Monte San Giorgio – che prevedeva anche l’attraversamento di zone protette di importanza federale e di una via storica anch’essa inventariata a livello federale - non possa essere autorizzata con una semplice procedura edilizia, ma debba essere oggetto di una pianificazione a livello cantonale.
Un comparto fuori zona edificabile
L’obbligo di pianificare le reti ciclabili, ricordano le associazioni, è previsto dalla legge federale sulle vie ciclabili per tutte le ciclopiste, compresi gli itinerari mountain bike, e costituisce uno degli elementi centrali delle norme di principio federali. La pianificazione è inoltre dovuta poiché il progetto riguarda un comparto sito fuori zona edificabile. "Subordinate al rispetto di condizioni molto severe, le autorizzazioni a costruire fuori zona sono un compito di diritto federale e, come prescrive la Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio, sarà necessario sentire il parere della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP)", concludono le due associazioni.

