
Il Dipartimento della sanità ha emanato nuove direttive per far fronte all’aumento dei contagi. Da subito la quarantena sarà ordinata per tutti i contatti stretti delle persone risultate positive (ad eccezione di chi ha ricevuto il richiamo), mentre da lunedì 27 dicembre sono sospese le visite negli ospedali del Cantone. Per accedere alle case anziani, invece, varrà la regola del 2G+ (vaccinati, guariti, testati) oppure bisognerà presentare il certificato di vaccinazione o di guarigione negli ultimi 4 mesi. Il medico cantonale Giorgio Merlani è intervenuto nel Tg di Ticinonews, spiegando la necessità di prendere tali provvedimenti.
Cambia il protocollo per la quarantena
Finora esisteva la dispensa dalla quarantena per i vaccinati. Cosa è cambiato? “Il problema è che Omicron mostra di sfuggire alla protezione del vaccino nelle persone con almeno due dosi. Quelle che hanno fatto il richiamo sono più protette: in questo caso è ancora ammessa l’eccezione e le persone non devono andare in quarantena”.
Quarantena e contatti stretti
La quarantena riguarda in particolare i contatti stretti delle persone risultate positive al Covid, precisa Merlani. “Per noi sono quelli che abitano sotto lo stesso tetto. Abbiamo visto che qui l’incidenza è praticamente al 100%. Anche se vaccinate, rischiamo di avere persone positive e che essendo vaccinate credono di essere protette. Per questo vanno in quarantena anche loro”. Cosa succede invece con gli altri contatti? “Tutto dipende da quello che ci riporta la persona risultata positiva. Se racconta di aver avuto contatti particolarmente stretti con altre persone, verrà valutata la situazione e la messa in quarantena. Ma i numeri sono grossi: se per ogni persona dovessimo metterne cinque in quarantena, abbiamo problemi di continuità. Con mille casi positivi, vuol dire 5000 persone in quarantena”.
Regole che continuano a cambiare
La domanda che molti si pongono è per quale motivo vaccinarsi, se poi cambiano le regole. “Le regole cambiano quando cambiano i fatti”, risponde il medico cantonale. “L’evoluzione dei casi, i dati su omicron e dell’assenza della protezione vaccinale sono evidenti e non possiamo stare lì a guardare e fare finta di niente. Dobbiamo quindi adattare la situazione. La consolazione è che chi ha ricevuto le due dosi, anche se si ammala, sembra fare dei decorsi più blandi. Inoltre con un richiamo si potrebbe essere protetti almeno per alcuni mesi”.
Sospese le visite in ospedale e accesso limitato nelle case anziani
I cambiamenti concernono anche gli ospedali, dove le visite sono sospese da lunedì 27 dicembre fino al 10 gennaio, mentre nelle case per anziani bisognerà presentare il certificato Covid o di guarigione negli ultimi 4 mesi o varrà la regola del 2G+. “Dobbiamo essere più attenti perché se Omicron dovesse entrare nelle case per anziani o negli ospedali potremmo avere grossi problemi”, spiega Merlani. “Sappiamo che quando i casi aumentano in modo repentino si vedono casi nosocomiali e il passaggio in casa anziani. Lo abbiamo già iniziato a osservare. Fortunatamente i casi sono pochi e i decorsi piuttosto blandi, per questo abbiamo deciso di fare una stretta immediata, rapida e che duri poco. Ci prendiamo 14 giorni di tempo per capire cosa succede. Al 10 gennaio avremo dei dati più solidi che ci permetteranno di prendere decisioni a lungo termine”.
Il periodo delle festività
Le festività, con Natale e Capodanno, sono sempre più vicine e Merlani non nasconde una certa preoccupazione. “Abbiamo numeri mai visti prima. Abbiamo già avuto delle impennate, ma battere i nostri stessi record su un anno da un giorno all’altro.... Ci aspettiamo che con le vacanze scolastiche e la riduzione dell’attività lavorativa ci sia un rallentamento della diffusione. Ma gli ospedali oggi riflettono quello che è successo una settimana fa, quando avevamo un quarto dei contagi rispetto adesso. E i casi sono di Delta. Non stiamo ancora vedendo la variante Omicron negli ospedali, c’è un ritardo di circa 7-10 giorni. Abbiamo quindi anticipato le misure per non essere seppelliti da questo tsunami”.
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