Cerca e trova immobili
Frontalieri
Minaccia dei ristorni? Alfieri: «Si sbaglia bersaglio, serve dialogo»
Redazione
4 ore fa
Il capogruppo del PD in commissione esteri e difesa del Senato chiede moderazione nella polemica sulla tassa della salute, in un clima di crescenti tensioni fra Italia e Svizzera.

Il girotondo di accuse e controaccuse sui fatti di Crans-Montana; l’esclusione svizzera dagli incentivi fiscali per le aziende che esportano macchinari in Italia; e poi ancora la proposta di creare una zona economica a statuto speciale; «dulcis in fundo», la tassa sulla salute, solo l'ultimo di una serie di fronti che nei mesi recenti hanno contribuito a innalzare la tensione fra Italia e Svizzera. È di ieri la notizia di una mozione interpartitica di PLR, Centro, Lega e UDC che chiede il blocco (parziale o totale) dei ristorni come compensazione in caso d’applicazione della tassa sulla salute a carico dei vecchi frontalieri, che sottostarebbero così a una sorta di doppia imposizione. La situazione generale, d’altronde, aveva già allertato l’Esecutivo cantonale, che nelle scorse settimane aveva scritto direttamente al Consiglio federale in merito alle crescenti tensioni fra i due Paesi, chiedendo una reazione chiara fra cui – appunto – la possibilità di usare la leva dei ristorni. Decurtandoli, cioè, in funzione delle mutate condizioni.

L’appello al dialogo del senatore Alfieri

Una possibilità che fa discutere anche oltre confine. «Utilizzare la leva dei ristorni significa sbagliare bersaglio», commenta a Ticinonews il senatore del PD – nonché Capogruppo in commissione esteri e difesa – Alessandro Alfieri. «Io invito le autorità cantonali ad aprire un confronto serio – e ci saranno anche forze politiche che lo appoggeranno in Italia – su come trovare delle condizioni per evitare la tassa della salute». Il dialogo «dovrebbe avvenire all’interno della Commissione mista tra le autorità di Berna e Roma. È un errore minacciare lo strumento dei ristorni, il quale penalizzerebbe unicamente i cittadini italiani e i Comuni di frontiera, che nulla c’entrano in questa partita.

Una tassa che fa discutere anche in Italia

Insomma, quello di Alfieri è un appello al dialogo su una misura, la tassa sulla salute, che – in ogni caso – resta decisamente osteggiata anche in patria. «Io credo che le autorità svizzere abbiano ragione quando dicono che Regione Lombardia non doveva mettere quella tassa della salute», continua Alfieri. «È una legge fatta male e non so come faranno ad attuarla. Inoltre, ricade nell’ambito dell’accordo fiscale fra i due Stati, e sarebbe quindi un tema da discutere bilateralmente all’interno della commissione mista. Il Ticino ha ragione, ma dovrebbero prendersela con la Regione Lombardia, non con i Comuni di frontiera”.

Non solo ristorni: le «leve» non mancano

E a chi possa pensare che di leve negoziali come quella dei ristorni ne esistano poche, soprattutto in un momento dove i fronti di scontro si stanno sommando, Alfieri risponde così: «Io penso che fra Berna e Roma ci siano molti progetti comuni e, di conseguenza, molte leve che possono essere attivate. Non farei inoltre di tutta l’erba un fascio, mischiando, ad esempio, la questione della tassa della salute, le nuove disposizioni sui macchinari e i fatti di Crans-Montana. Si tratta di fronti molto diversi e dovuti a dinamiche differenti. Io credo comunque che con il dialogo vinciamo tutti».