
Il Consiglio di Stato ha deciso di abbassare, a partire da gennaio 2022, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, introducendo una nuova forchetta di prezzo, che va dai 90 centesimi a 1.20 franchi per i sacchi da 35 litri. A Mendrisio però il costo del sacco è inferiore a questa forchetta (85 centesimi). Una situazione contraria alla legge in vigore, finora sconosciuta al capo Ufficio dei rifiuti e siti inquinati Mauro Togni. Sono dunque previsti dei controlli?
“Il prezzo viene definito dai Municipi tramite le ordinanze e non c’è nessuno obbligo di sottoporre queste ordinanze al Cantone”, precisa Togni, interpellato da Teleticino. “Noi di fatto controlliamo a campione alcune di queste. Non lo facciamo sistematicamente perché non abbiamo le risorse, quindi di fatto ci può sfuggire qualcosa”. Nel caso specifico, aggiunge Togni, “faremo le dovute verifiche, con le conseguenze del caso”. Secondo Togni la scelta al ribasso operata dal Municipio di Mendrisio è probabilmente una scelta politica per non prelevare troppo dalle tasche dei cittadini. Il sindaco Samuele Cavadini, si legge sulle colonne del CdT, ha dichiarato di essere al lavoro per “riguardare il livello della tassa e per capire come arrivare al 100% di copertura dei costi” dello smaltimento tramite la tassa causale. Un esercizio che non può essere rimandato perché “imposto dalla legge federale”, ha spiegato. Cavadini dunque vuole “ricalcolare tutto il servizio di smaltimento dei rifiuti cerando di evitare al cittadino di pagare più di quanto paga oggi”.
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