Cerca e trova immobili
Ticino
Manifestazioni Pro-Pal, "Chi paga per la sicurezza di eventi politicamente connotati?"
Ticinonews
Ticinonews
Redazione
5 mesi fa
Il deputato Stefano Quadri (Lega dei Ticinesi) interroga il Consiglio di Stato, chiedendo se non ritiene opportuno chiedere che parte dei costi legati al dispositivo di sicurezza di questi eventi venga coperta dai promotori.

Le diverse manifestazioni “proPal” tenutesi negli scorsi giorni in Ticino – in particolare a Bellinzona, Lugano e Camignolo – sono finite al centro di una nuova interrogazione. A inoltrarla il granconsigliere leghista Stefano Quadri. Tali eventi hanno infatti richiesto un importante dispiegamento di forze dell’ordine e, secondo Quadri, “hanno sollevato interrogativi in merito alla gestione dell’ordine pubblico, alla copertura dei costi e ai criteri con cui simili manifestazioni vengono autorizzate”. Si chiede quindi anzitutto al Consiglio di Stato se non ritiene opportuno chiedere che parte dei costi legati al dispositivo di sicurezza venga coperta dai promotori o dai soggetti politicamente coinvolti. Si domanda poi di confermare che il ruolo o la professione di un individuo “non offra alcuna forma di immunità o trattamento particolare in caso di fermo di polizia, e che le forze dell’ordine agiscano sempre secondo criteri proporzionali e oggettivi, indipendentemente dalla visibilità o dalla professione dei partecipanti”.

Le domande

Alla luce delle polemiche sorte attorno a uno specifico fermo (quello di Camignolo, ndr), Quadri domanda al Consiglio di Stato se non ritiene necessario che vengano rese disponibili registrazioni complete dell’intervento, "così da chiarire i comportamenti tenuti da tutte le parti coinvolte", e "come mai non è stato documentato in modo sistematico un episodio che prevedibilmente avrebbe sollevato attenzione mediatica". Non finisce qui: l'interrogante vuole anche sapere se è confermato che i promotori di manifestazioni hanno l’obbligo di garantire un servizio d’ordine interno. "Se tale servizio era assente nelle recenti manifestazioni, per quale motivo l’autorizzazione è stata comunque concessa? Il Consiglio di Stato non ritiene che in futuro le dimostrazioni prive di un servizio d’ordine riconosciuto debbano essere sistematicamente vietate?"

"Si vogliono rivedere i criteri di concessione delle autorizzazioni?"

In conclusione, si chiede all'Esecutivo se non sarebbe opportuno vietare manifestazioni politiche in prossimità di edifici governativi, sedi istituzionali o luoghi sensibili per motivi di sicurezza e ordine pubblico, e se il Consiglio di Stato ha intenzione di rivedere i criteri di concessione delle autorizzazioni, "imponendo che simili eventi si svolgano in luoghi simbolici ma non adiacenti a sedi ufficiali".