
Con il nuovo Piano energetico comunale, Lugano definisce la strategia che dovrà accompagnare la città verso l'obiettivo federale di abbandonare gas e olio combustibile entro il 2050. Il piano interviene su tre ambiti principali – elettricità, calore e mobilità – e punta su interventi ritenuti sostenibili sia dal punto di vista tecnico sia da quello finanziario. «La Svizzera ha deciso di eliminare il gas e l'olio combustibile entro il 2050. La domanda è come continuare a riscaldare le case», spiega il sindaco Michele Foletti. «Grazie alla collaborazione con le Aziende industriali di Lugano siamo riusciti a individuare, nei diversi settori della città, le soluzioni tecnologiche necessarie. Oggi sappiamo esattamente che cosa possiamo fare e come».
Il Piano
Il Piano è il risultato di una serie di studi che hanno analizzato il potenziale energetico del territorio cittadino. Sulla base di queste valutazioni è stato individuato un primo quartiere pilota, quello di Lambertenghi, dal quale partiranno gli interventi. Secondo il capo dicastero Sviluppo territoriale Filippo Lombardi, il progetto è stato concepito con un'attenzione particolare alla sostenibilità economica. «Parliamo di misure che la Città, i cittadini e i contribuenti possono sostenere nel corso dei prossimi decenni. La realizzazione di circa 60 km di reti termiche, per un investimento di circa 250 milioni di franchi nei prossimi venti o trent'anni, rappresenta un impegno importante. Insieme alle AIL abbiamo però trovato sia il modello di finanziamento sia una soluzione tecnica che consentirà di posare le condotte con tecniche di perforazione sotterranea, limitando l'impatto sulle strade». Lombardi spiega anche perché la scelta sia ricaduta proprio sul quartiere Lambertenghi: «Presenta un'elevata concentrazione di edifici pubblici ed è vicino al lago, che permetterà di captare l'acqua all'altezza del liceo, attraverso il Parco Ciani. La centrale sorgerà a Lambertenghi e inizialmente servirà le scuole, per poi estendersi progressivamente agli edifici privati. Inoltre, nell'area sono previsti importanti sviluppi, come il progetto Matrix all'ex Macello, che garantiranno una base di clienti sufficiente per permettere alle AIL di autofinanziare l'investimento, fornendo non più gas ma calore e raffrescamento».
Il progetto
Proprio al Lambertenghi prenderanno il via i primi lavori. Il direttore Transizione energetica e acqua delle AIL, Claudio Forrer, illustra il progetto: «Realizzeremo un impianto di teleriscaldamento con una termopompa alimentata dall'acqua del lago, che sarà la nostra fonte primaria di energia. Questo ci consentirà di fornire calore rinnovabile a prezzi competitivi ai cittadini del quartiere». L'intervento pilota richiederà circa dieci anni per essere completato, ma rappresenta soltanto la prima fase del più ampio progetto Energia Lugano. «Lambertenghi è una piccola parte di un grande anello energetico che scambierà energia con il lago e la distribuirà a numerosi quartieri della città. Altre zone saranno invece alimentate attraverso ulteriori centrali», conclude Forrer.

