
“Mi sembra di vivere una vita a metà, in una specie di limbo”. Così Corinne descrive l’esperienza vissuta nell’ultimo anno, ovvero da quando risente dei sintomi del Long Covid: niente olfatto e gusto da quando lo scorso novembre ha contratto la malattia.
Il decorso della patologia, spiega la nostra interlocutrice, è stato “blando”, con dei sintomi “para-influenzali”. Ma finita la fase acuta, sono rimasti gli strascichi. Strascichi che hanno alterato l’olfatto, distorcendone la percezione della realtà. “Per mesi sono stata accompagnata da odori che non esistevano nell’ambiente accanto a me. Ho per esempio passato un mese e mezzo a sentire l’odore del fumo di sigarette, anche se non c’era intorno a me. Oppure una sostanza chimica, molto acre. Nell’ultimo periodo sento odore di aquitrino, acqua ferma quando sono accanto a un lavandino bagnato o foglie di insalata bagnate”. Per Corinne l’olfatto è anche legato ai ricordi: “Quando sentivo un determinato odore, mi riportava alla mente un’esperienza o una persona. Ora non accade più”. C’è poi un forte dolore alle ginocchia, di cui non si conosce ancora la causa, che hanno portato Corinne a fare delle riflessioni in ambito professionale e decidere di cambiare lavoro per non dover più sopportare un carico fisico importante.
Oltre cento pazienti per il Long Covid
“Superiamo i cento pazienti e ogni settimana arrivano sempre fino a sei pazienti nuovi”, spiega Pietro Antonini responsabile ambulatorio Long Covid Clinica Moncucco. “La maggioranza sono persone che hanno avuto un decorso blando, ma che si ritrovano ad avere complicanze ancora oggi”, ha aggiunto. Secondo Antonini, però, delle conseguenze del Covid se ne parla troppo poco. “Da studi fatti recentemente si sa anche che il vaccino previene dal Long Covid”, conclude.
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