
Il 68enne istruttore di yoga del Luganese - a processo da ieri a Lugano - è stato ritenuto colpevole di ripetuta coalizione sessuale, ripetuti atti sessuali con fanciulli, pornografia e anche di falsità in certificati e ripetuto, tentato e consumato esercizio abusivo di attività sanitaria. La pena, tuttavia, è ancora da stabilire. Questo perché il giudice Amos Pagnamenta aveva rigettato una perizia psichiatrica, ritenuta parziale e contraddittoria. Ora ne verrà disposta una nuova che servirà alla commisurazione della pena. Pena che verrà decisa nel corso di un ulteriore dibattimento, la cui data è ancora da definire. La Corte - ha motivato Pagnamenta - ha ritenuto credibili le dichiarazioni delle vittime, "le quali hanno reso dichiarazioni lineari e coerenti, compatibili con il vissuto di ragazzine che si sono trovate a vivere una situazione più grande di loro". È pure "inverosimile che sei famiglie si siano accordate per fornire dichiarazioni false".
La vicenda
L'uomo, un 68enne istruttore di yoga del Luganese - lo ricordiamo - è stato processato per aver abusato di giovani ragazze di età compresa fra i 6 e i 15 anni. Il 68enne venne arrestato la scorsa estate con pesantissime accuse ed è comparso in questi giorni davanti alla Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. I fatti di cui ha dovuto rispondere si sono svolti tra ottobre 2019 e luglio 2022 tra le mura di un centro che propone attività ricreative legate alla musica, allo yoga e al benessere in generale. L’uomo è stato anche ritenuto colpevole di falsità in certificati ed esercizio abusivo di attività sanitaria in quanto si presentava come maestro di yoga senza averne la qualifica.

