
I sindacati Syndicom e USS hanno denunciato oggi in conferenza stampa il licenziamento di una collaboratrice della Posta, che è stato riconosciuto dai Tribunali ticinesi in prima e seconda istanza come abusivo da parte del gigante giallo. Nonostante le sentenze, il datore di lavoro non è tuttavia tenuto a reintegrare la donna. È per questo che i sindacati intendono lanciare un’iniziativa a livello nazionale per modificare il Codice delle obbligazioni svizzero per tutelare contro i licenziamenti riconosciuti come abusivi. Dal canto suo la Posta respinge al mittente tutte le accuse e ribadisce il suo impegno a favore della conciliabilità tra lavoro e famiglia. “In nessun caso l'appartenenza di un collaboratore a una commissione del personale è una discriminante”, precisa il portavoce Marco Scossa a Ticinonews. “Questo è specificato nel contratto collettivo. Chi esercita questo tipo di attività lo fa nelle ore di lavoro ed è ulteriormente protetto rispetto a un collaboratore che non appartiene a una commissione. In nessun caso l'appartenenza determina un pregiudizio da questo punto di vista”.
Eppure, ci sono delle sentenze che parlano di licenziamento abusivo…
“Sì. Noi restiamo convinti del fatto che abbiamo fatto il possibile per trovare una soluzione che convenisse a entrambe le parti. Siamo dispiaciuti di non essere riusciti a raggiungere a un accordo e quindi, alla fine, abbiamo dovuto mettere un termine al rapporto di lavoro”.
Il caso è partito da una richiesta della lavoratrice di avere degli orari più stabili. Perché non le è stato accordato?
“Non mi è possibile entrare nei dettagli del caso per una questione di rispetto della personalità della collaboratrice. Ma posso assicurare che la Posta ha fatto più di un tentativo per trovare una soluzione che conciliasse le esigenze della signora e quelle della Posta”.
La richiesta di un reintegro non è stata invece accolta…
“Il reintegro pare poco opportuno, anche nell’interesse della persona. È venuto meno quel rapporto di fiducia indispensabile nel quadro di un rapporto di lavoro sano”.
La Posta si sente di dire che rispetta la conciliabilità tra lavoro e famiglia? Lavora a questo obiettivo?
“Si, certamente. Abbiamo un gruppo di lavoro specifico che si occupa espressamente di questo obiettivo. Non solo di conciliare famiglia e lavoro, ma anche altri tipi di interesse privato”.

