
Dopo due anni contraddistinti da risultati negativi, il Consuntivo ticinese 2022 ha chiuso con un leggero avanzo d’esercizio pari a 3 milioni di franchi. Un risultato positivo: le finanze cantonali sono andate meglio di quanto ci si aspettasse. “Il preventivo sono delle previsioni. Gli scostamenti sono presenti dappertutto, perché si passa da un dato di previsione a uno reale”, spiega ai microfoni di Ticinonews il direttore del DFE Christian Vitta. Quando la differenza è positiva “tutto va per il meglio. Il problema è quando le differenze arrivano in senso negativo e purtroppo nel 2023 ci aspettiamo un risultato peggiore rispetto a quello preventivato”.
Un preventivo elaborato in una fase delicata
Tornando al Consuntivo 2022, a spiccare sono in particolare l’aumento dei ricavi e la fiscalità. “Il preventivo era stato elaborato in una fase in cui la pandemia era ancora presente e c’erano quindi dei timori sull’andamento economico”, precisa Vitta. “La situazione è poi evoluta al meglio e questo ha avuto un riflesso positivo anche sull’evoluzione dei gettiti fiscali”.
“Sarà necessaria una misura di risanamento”
Il 2022 però è passato e, come detto, per il 2023 si prospetta tutt’altro scenario. “Abbiamo delle finanze fragili e dobbiamo soprattutto essere consapevoli che il 2023 sarà molto diverso, considerando che mancheranno i 160 milioni della Banca Nazionale”. Per riequilibrare i conti “dovremo affrontare una misura di risanamento”, termina Vitta.

