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Ticino
“Le terrazze aperte farebbero un po’ ordine”
Redazione
5 anni fa
Massimo Suter torna sulla richiesta di GastroSuisse al Consiglio di Stato di poter riaprire le terrazze durante il periodo pasquale: “La disparità di trattamento è fastidiosa, ma avremo parecchio turismo giornaliero”

Venerdì è partita una missiva al Consiglio di Stato, in cui GastroSuisse chiede di poter riaprire le terrazze dei ristoranti fino al prossimo 18 aprile in vista dell’arrivo massiccio di turisti nel nostro Cantone durante il periodo pasquale. Il timore è infatti che, senza un posto dove poter consumare il cibo d’asporto e senza misure adeguate di protezione, si possano creare assembramenti nei centri città e nei luoghi fortemente frequentati da turisti. Una misura, quella dell’apertura solo delle terrazze, nei confronti della quale il presidente di GastroTicino Massimo Suter, aveva espresso più volte scetticismo visto che crea disparità di trattamento tra chi possiede le terrazze e chi no. E la sua opinione non è cambiata nonostante la richiesta di GastroSuisse, ha spiegato ai microfoni di Teleticino.

“La disparità di trattamento è sicuramente in essere ed è fastidiosa. Però bisogna essere onesti e guardare in faccia la realtà: abbiamo una Pasqua da tutto esaurito negli alberghi e avremo parecchio turismo giornaliero. Le nostre piazze si riempiranno di gente, non solo di turisti confederati, ma anche di ticinesi. Le terrazze della ristorazione aperte potrebbero quindi fare un po’ di ordine in questa situazione. L’apertura favorirebbe non solo gli affari del settore, ma andrebbe ad aiutare la polizia che dovrà controllare gli assembramenti che si creeranno in città. Chiaramente ci dispiace per quei ristoranti che non potranno usufruire di questa possibilità se sarà concessa. Non possiamo mettere d’accordo tutti, ma almeno quella parte di ristorazione che ha la possibilità di lavorare lo potrà fare. L’esempio classico lo abbiamo visto sul lungolado di Ascona, dove nelle terrazze degli alberghi ci sono i clienti che bevono lo spritz e prendono il sole, mentre quelle dei ristoranti sono chiuse. Anche in questo caso si tratta di parità di trattamento, ma anche di una equa distribuzione del pericolo di contagio”. Una risposta del Consiglio di Stato non è ancora arrivata, ma Suter spera di poter interpretare in modo positivo il silenzio del Governo. Molto però dipenderà da Berna: “Il Consiglio di Stato credo sosterrà la nostra richiesta, ma sarà Berna che dovrà decidere”.

Suter ha anche parlato dell’iniziativa lanciata ieri dall’associazione di categoria Gastrosuisse che chiede delle compensazioni adatte a una pandemia nel caso dovesse capitare nuovamente. “Abbiamo 26 Cantoni con 26 regole diverse. In Ticino siamo fortunati ad avere regole semplici e di facile attuazione, ma i nostri colleghi del Canton Turgovia non hanno questa regolamentazione: possono chiedere aiuti, ma questi arrivano solo a interesse zero. Lo scopo è di avere una legge uguale per tutti a livello nazionale”.

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