
La politica e le leggi svizzere non erano pronte a una pandemia e ai lockdown. Il lavoro ridotto, gli aiuti per i casi di rigore e gli altri strumenti messi in campo dalla Confederazione non sono sufficienti per tutelare i settori maggiormente colpiti da un evento come quello vissuto negli ultimi dodici mesi e non sono pensati per un impiego a lungo termine. Per questo Gastrosuisse ha annunciato oggi a Berna di voler lanciare un’iniziativa popolare per delle compensazioni adatte a una pandemia nel caso dovesse capitare nuovamente. “La compensazione per le aziende non è chiara ancora oggi”, ha detto il presidente di Gastrosuisse Casimir Platzer. “Abbiamo bisogno di chiarezza”, ha detto, ma anche di maggiori aiuti. Al momento, infatti, gli aiuti coprono appena la metà dei costi fissi e giungono in ritardo ai destinatari,serve inoltre maggiore chiarezza per il lavoro ridotto e per l’Indennità per perdita di guadagno.
Il testo non è ancora stato redatto, questo sarà fatto nei prossimi mesi d’accordo con gli altri settori toccati pesantemente dalla pandemia, ha spiegato Casimir Platzer. Verosimilmente la raccolta firme potrà iniziare alla fine dell’estate.
Alla conferenza stampa era presente anche il presidente di Gastroticino e vicepresidente di Gastrosuisse Massimo Suter che ha spiegato come i risarcimenti insufficienti mettano le aziende con le spalle al muro. “Le persone si sentono abbandonate, sono arrabbiate e frustrate. Questa iniziativa popolare è necessaria”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

