
Nelle scorse settimane le FFS hanno annunciato che i progetti di risanamento, modernizzazione e manutenzione pesante dei treni Astoro verranno eseguiti, a partire dalla fine del 2022, presso le Officine di Bellinzona. Lavori che sono stati anticipati di quattro anni. Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che l’ex regia federale ha al contempo annunciato che la manutenzione dei carri merci verranno dismessi prima del previsto. Una circostanza che preoccupa la CoPe allargata (i sindacati e la Commissione del personale delle Officine di Bellinzona), che oggi in conferenza stampa a Bellinzona ha ribadito che si tratta dell’ennesima pillola molta amara da digerire.
“In contropartita verrà a mancare tutto il lavoro legato ai carri merci. Si parla di investimenti che si aggirano attorno ai 4 milioni in una posizione dove si può trovare ampio spazio per tutte queste attività. Basta volerlo,” spiega Gianni Frizzo, presidente del Comitato Giù le mani dalle Officine, ai microfoni di Teleticino. Le FFS hanno più volte ribadito che il settore dei treni merci è poco redditizio. Ma secondo Thomas Giedemann, segretario regionale SEV, la risposta è un’altra: “Ci sono degli indizi che lasciano pensare che questo lavoro verrà trasferito Oltralpe, come era previsto nei progetti 13 anni fa”.
In attesa di conoscere il piano industriale (PI) del nuovo stabilimento che sorgerà ad Arbedo Castione nel 2026 e che permetterà di avere una visione d’insieme di ciò che concretamente si delineerà dal punto di vista delle attività e dell’occupazione, per Frizzo e compagni sono ancora molte le domande che rimangono senza risposta.
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